Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Siena Pirata: “La scuola e i pannicelli caldi”

SIENA. Da Siena Pirata riceviamo e pubblichiamo.

“La scuola è lo specchio della società che verrà. E’ nella scuola che si formano le future generazioni di professionisti, che porteranno avanti la società dove viviamo. La scuola costruisce e rappresenta le fondamenta della società e il ruolo sociale del corpo docente, e la sua enorme responsabilità, è saper far diventare cittadini i ragazzi che gli vengono affidati.

E’ la Costituzione Italiana, all’art. 34, a certificarlo, sia con l’inclusività universale (“La scuola è aperta a tutti.”) che con l’obbligatorietà della formazione scolastica minima (“L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.”). 

Questo perché i nostri Padri costituenti, di cui onestamente si sente una gran mancanza nel vuoto spinto della classe politica contemporanea, avevano avuto la lungimiranza di comprendere come senza una adeguata scolarizzazione le società non potessero avere futuro. Scolarizzazione che non è solo conoscenza fine a sé stessa ma cultura, capacità critica, comprensione di sé e del proprio ruolo nella società. E’ alla Scuola che la Costituzione Italiana affida questi compiti essenziali, perché le famiglie non sempre ne hanno le capacità o le possibilità. La Scuola è, quindi, un fondamentale equalizzatore sociale.

Cosa succede quanto la scuola rinuncia a questo ruolo e diventa un luogo dove “si imparano nozioni” e poco più? Dove le classi sono un parcheggio per studenti annoiati ed il ruolo dei docenti è costantemente avvilito da scarse retribuzioni, rassegnati dalle pretese di genitori arroganti e da una burocrazia asfissiante e immeritocratica, che sembra più strutturata per relegare il ruolo del docente ai margini, più che al centro, della società?

Ed ecco che i coltelli a scuola, le liste stupri, il bullismo, l’isolamento in compagnia degli smartphone in cui i nostri ragazzi stanno crescendo altro non sono che il risultato di politiche miopi o colpevolmente esiziali.

Cosa potranno quindi fare, davanti allo stato comatoso della scuola, e della società in generale, dei metal detector? Ben poco. Anzi, niente.

Siamo pronti a scommettere che, come avviene per qualsiasi forzatura calata dall’alto e dettata più dal bisogno di dare soluzioni pret-a-porter più che strutturali, nel giro di un paio di settimane dove l’entrata a scuola sarà un disastro, dettato da lunghe code, attese, proteste, incertezza su cosa fare in caso che l’apparecchio suoni e via dicendo, il metal detector farà bella mostra di sé nell’androne, abbandonato, spento e a prender polvere.

A spese dei contribuenti, ovviamente.

Scusateci, è un comunicato duro. Lo sappiamo. Ma di questi “pannicelli caldi”, onestamente, non sappiamo proprio cosa farcene”.

[banner_mobile]