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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“Del nostro meglio (storie di cura, dilemma e pregiudizio)” al Teatro dei Rozzi

Medicina narrativa e mediazione interculturale tra Università per Stranieri e AOUS

SIENA. Venerdì 19 dicembre alle ore 19, presso il Teatro dei Rozzi di Siena (piazza Indipendenza 15), si terrà lo spettacolo dal titolo “Del nostro meglio (storie di cura, dilemma e pregiudizio)”, esito del laboratorio creativo di teatro e scrittura condivisa tenuto da Annalisa Bianco insieme alle studentesse e gli studenti di Mediazione linguistica e culturale e di Medicina, oltre che il personale
dell’ateneo e dell’AOUS senese e molti altri partecipanti.
“Lo spettacolo Del nostro meglio. Storie di Cura, Dilemma e Pregiudizio”, sottolinea Tiziana de Rogatis, prorettrice al Benessere, alla diversità e alla coabitazione, “è il frutto di un laboratorio interdisciplinare sulla cura. Nato due anni fa e sin da subito ospitato dall’Università per Stranieri di Siena, il laboratorio – a larga maggioranza femminile – è stato frequentato da mediche/i, infermiere/i,
professionisti sanitari, e studentesse/i. Il laboratorio e lo spettacolo sono stati realizzati da Egumteatro, in collaborazione con due progetti Unistrasi fondati sulla medicina narrativa e sulla mediazione interculturale, con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese e con Medici senza Frontiere. All’interno dell’Università per Stranieri di Siena, luogo elettivo di incontro tra le differenze e i loro valori, si è radicato quindi questo racconto polifonico della cura e del suo potere”.
“Lo spettacolo Del nostro meglio”, dichiara Antonio Barretta, direttore generale Aou Senese, “è frutto di un percorso di laboratorio teatrale, organizzato dall’Università per Stranieri di Siena, e rivolto anche ai professionisti dell’Aou Senese grazie ad un accordo di collaborazione sottoscritto fra le nostre due istituzioni. Continueremo a investire su questa iniziativa sia perché fa parte della nostra offerta di welfare aziendale, sia perché la recitazione consente di affinare le competenze relazionali, tanto importanti in sanità per impostare al meglio il rapporto fra professionisti e pazienti”.
 
“Questo progetto è stato, fin dall’inizio, un luogo accogliente”, evidenzia la regista Annalisa Bianco” all’interno del quale chi decide di restare sa che la pulsione individuale che lo ha spinto fin lì si trasformerà in allenamento pratico alla discussione, alla condivisione, al lavoro collettivo, all’accettazione concreta dell’altro. Ed è così che, per il secondo anno consecutivo, il nostro progetto ha attratto l’interesse di chi ci aspettavamo ma anche di quelli che non sapevamo con certezza di poter interessare e forse anche di quelli che non ci aspettavamo proprio. In questo modo si è nuovamente costituito il nostro eterogeneo e bellissimo gruppo di lavoro, bellissimo proprio perché così eterogeneo. Anche quest’anno”, conclude la regista, “non vedrete in scena né veri attori, né veri personaggi, vedrete invece un bellissimo e variegato coro, un insieme omogeneo e pienamente consapevole di una scelta etica che informa completamente lo spettacolo. Niente esibizione di sé, nessuna ostentazione di competenze professionali, solo aderenza alla testimonianza. Il teatro come vero e proprio centro dove possono dirigersi tutti e questo perché il nostro coro è un potente dispositivo di diffusione delle emozioni e della consapevolezza etico-politica che informa le nostre testimonianze”.
Lo spettacolo è la tappa finale de “Le Storie degli altri” un laboratorio di teatro e scrittura nato due anni fa che ha coinvolto complessivamente – tra il 2024 e il 2025 – 20 tra studentesse e studenti (di cui 10 dell’Università per Stranieri di Siena, 6 dell’Università di Siena, di cui 4 di Medicina, e 4 liceali), 10 infermiere/i, 6 mediche/i, 1 fisioterapista, 1 tecnica di laboratorio di analisi, 4 amministrative/i e altri 9 partecipanti. Un percorso frutto di una collaborazione interdisciplinare a partire da due progetti dell’ateneo fondati sulla medicina narrativa e sulla mediazione interculturale (PNRR/The spoke 3/3-4 e spoke 10/5), in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria senese (AOUS), Medici Senza Frontiere Italia e Egumteatro.
Lo spettacolo è a ingresso libero, fino a esaurimento posti.
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