Se la Società sarà chiamata a votare le determinazioni saranno previamente sottoposte al parere del Comitato Amministratori Indipendenti
ROMA. In una nota del Cda del gruppo Caltagirone si legge: “Allo scopo di evitare ogni possibile strumentalizzazione dannosa per la Società rispetto alla gestione delle partecipazioni direttamente e indirettamente detenute in Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e Assicurazioni Generali S.p.A., il Consiglio di Amministrazione, preso atto della decisione del presidente di rinunciare ai poteri delegati per l’esecuzione del voto nelle assemblee di BMPS e Assicurazioni Generali, ha deliberato che le determinazioni di voto che la Società sarà eventualmente chiamata ad assumere nelle assemblee di BMPS e Assicurazioni Generali siano previamente sottoposte al parere del Comitato Amministratori Indipendenti con le procedure previste per le operazioni con parti correlate di maggiore rilevanza, eventualmente avvalendosi anche di consulenti esterni, e poi deliberate dal Consiglio”. E “Tali decisioni e il relativo parere del Comitato Amministratori Indipendenti siano portati a conoscenza delle società direttamente e indirettamente controllate affinché possano tenerne conto per le valutazioni di competenza, ferma la piena autonomia deliberativa di ciascuna entità”.
“Quanto all’asserita identità delle offerte presentate da Delfin e dal Gruppo Caltagirone nell’ambito della procedura di Accelerated Book-Building (ABB) con la quale il MEF ha dismesso parte della propria partecipazione in Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., si evidenzia che le due offerte sono state in realtà diverse sia per volumi (il Gruppo Caltagirone aveva richiesto il 3,5% circa, mentre Delfin il 2,5% circa) che per prezzo (a premio di oltre il 5% quello offerto dal Gruppo Caltagirone, mentre era a valori di mercato quello offerto da Delfin), salvo i successivi rilanci presumibilmente operati da Delfin, tenendo conto della fisiologica dinamica dell’asta condotta dall’intermediario incaricato nella prospettiva di garantirne il migliore esito”. Il cda “ha svolto una approfondita analisi delle circostanze esposte nel decreto di perquisizione e sequestro” notificato il 27 novembre, e poste a fondamento delle indagini in corso da parte della Procura di Milano” sulla scalata di Mps a Mediobanca.
“Quanto alla circostanza che il voto dei due esponenti del Gruppo Caltagirone in seno a Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. sarebbe stato determinante ai fini del lancio dell’OPS, si precisa – continua la nota – che detti consiglieri hanno volontariamente abbandonato l’adunanza che ha deliberato l’OPS senza, dunque, prendere parte alla votazione. Tale modo di procedere è poi stato mantenuto anche per le successive discussioni e deliberazioni concernenti l’OPS, rispetto alle quali i medesimi esponenti hanno altresì rinunciato a ricevere e ad accedere a ogni informativa”.




