Il prezzo di Bitcoin USD (BTC/USD) ha concluso ottobre 2025 con un risultato inatteso e storicamente significativo: una chiusura mensile in territorio negativo, infrangendo una striscia positiva che persisteva dal 2018. Questo declino, pari al 3.92% (con il prezzo passato dall’apertura a 114.037 USD alla chiusura a 109.566 USD), ha segnato il primo “Uptober” ribassista in sette anni, nonostante il raggiungimento di un picco di 124.765 USD a inizio mese. La performance turbolenta è stata il riflesso di un complesso mix di incertezze geopolitiche, politiche monetarie conservative e massicce ondate di liquidazioni che hanno superato i 19 miliardi di USD. Tuttavia, mentre il prezzo subiva la pressione esterna, i dati on-chain hanno rivelato una silenziosa ma robusta attività di accumulazione da parte dei piccoli holder, suggerendo che il calo di ottobre, pur doloroso, potrebbe aver stabilito un cruciale “fondo storico” in un mercato che sta testando i suoi fondamentali in vista di novembre.
Performance di Ottobre: dall’euforia istituzionale al crollo di metà mese
Il mese di ottobre era iniziato sotto i migliori auspici, con Bitcoin che aveva sfondato l’all-time high (ATH) oltre i 126.000 USD nei primissimi giorni, alimentato da significativi inflows negli ETF di nuova generazione e dal rally post-consolidamento di settembre. Questo picco, toccato il 6 ottobre, ha celebrato un momento di forte adozione istituzionale, con grandi aziende che continuavano ad aggiungere BTC alle proprie riserve. La volatilità, tuttavia, ha presto preso il sopravvento. Il punto di svolta è arrivato intorno alla metà del mese, quando btc usd ha subito un crollo lampo del 13.68% in poche ore, precipitando a 104.782 USD. Questo flash-crash è stato innescato principalmente dall’intensificarsi delle tensioni commerciali tra USA e Cina, con l’introduzione di nuove aggressive tariffe che hanno spaventato l’intero universo dei risk asset. La situazione è stata aggravata dalla mossa della Federal Reserve, che ha annunciato un taglio dei tassi di interesse di soli 0.25 punti base il 29 ottobre, deludendo le aspettative di misure di stimolo più decise e spingendo il prezzo di BTC nuovamente sotto la soglia critica dei 105.000 USD.
I driver del declino: geopolitica, banche centrali e whale selling
Per comprendere pienamente il primo ottobre negativo in anni, è essenziale isolare i principali fattori che hanno guidato la pressione ribassista. In primo luogo, l’incertezza legata alla Geopolitica e alla Trade War si è rivelata il catalizzatore più potente: le minacce tariffarie USA-Cina e il rischio di shutdown governativo negli Stati Uniti hanno rallentato i processi di approvazione regolatoria per nuovi ETF e l’entrata di capitali istituzionali. In secondo luogo, la Politica Monetaria Cauta ha agito come un freno costante: il taglio dei tassi Fed, percepito come insufficiente, e un dollaro statunitense in rafforzamento (+2% mensile) hanno reso l’asset meno attraente per gli investitori internazionali e hanno spinto il capitale verso safe asset come l’oro. Infine, le dinamiche On-Chain hanno evidenziato una pressione di vendita significativa, con gli inflows negli exchange che segnalavano un’intensa attività di whale selling che ha amplificato la liquidità negativa. Nonostante il Fear & Greed Index abbia toccato livelli di “Extreme Fear”, il fatto che l’accumulazione netta da parte dei piccoli holder (tra 1 e 1.000 BTC) sia rimasta positiva suggerisce una fede strutturale nella criptovaluta, un elemento cruciale per la resilienza futura.
Outlook per Novembre 2025: il potenziale per un “rebound month”
Le proiezioni per BTC/USD a novembre 2025 presentano un outlook misto-rialzista, con i prezzi attesi in un range che si estende da 102.000 a 128.000 USD. Sebbene gli indicatori tecnici a breve termine indichino ancora una tendenza bearish (con l’RSI sotto il 50), la stagionalità storica gioca a favore di novembre, tradizionalmente un mese forte per Bitcoin. Lo Scenario Base, che detiene una probabilità del 55%, prevede un consolidamento nella fascia 108.000-113.000 USD, con la difesa del supporto a 106.000 USD che sarà cruciale per evitare ulteriori scivoloni. Nello Scenario Bullish (con una probabilità del 30%), un breakout al di sopra dei 113.000 USD, innescato da una ripresa degli inflows negli ETF, potrebbe rapidamente portare a un retest dell’ATH e spingere il prezzo verso l’obiettivo di 130.000 USD entro la fine del mese. Al contrario, lo Scenario Bearish (15% di probabilità) si concretizzerebbe solo in caso di rottura del supporto chiave di 108.000 USD, portando il prezzo a testare la fascia 96.000-102.000 USD. Per gli investitori, il consiglio rimane quello di monitorare attentamente le decisioni della Fed e l’attività delle whale per cavalcare l’attesa volatilità mensile del 4.53%.



