Borse del lunedì caute, in attesa delle decisioni della Fed
di Red- foto di Corrado De Serio
SIENA. La Consob indaga, ma sui movimenti “eccessivi” in borsa del titolo MPS non ha ricavato alcun risultato dalle indagini. Qualcuno rispolvera la vecchia pista francese, che ha nome Societè Generale. Perché grossi players che stanno lavorando sul titolo di Rocca Salimbeni la volata dovranno tirarla a qualcuno, no?! Nomi come BofA-Merrill Lynch e Credit Suisse First Boston sono specializzati in questo genere d’operazioni. La banca francese non ha impegni diretti nel mondo bancario italiano, essendo proprietaria solo di Fiditalia e al 100%. Ipotizzare l’ingresso del colosso transalpino a Siena, nonostante il fardello dei BTp in portafoglio di MPS (24,7 miliardi con perdite potenziali per 2,8, ma che si calcolano con gli alti e i bassi dello spread), non è un esercizio teorico: con il ritorno all’utile dell’istituto, lo spread a 200 e la diluizione già concordata delle misure chiamate Basilea 3, il gioco sarebbe fatto. Si tratta di aspettare che la Fondazione cali fisiologicamente dal 33,5% a qualcosa meno del 20% per onorare i debiti, e che le limitazioni di voto al 4% vengano cancellate.
Ma per conto di chi Alessandro Profumo si è fatto autorizzare un aumento di capitale da un miliardo a cui la Fondazione non può partecipare? C’è sempre il fardello dei Monti bond: senza utile anche quest’anno (non si vede l’utilità di fare utili, se ci è consentito il gioco di parole, e senza guadagno non si pagano gli interessi sui Tremonti bond, che sono ancora operativi), Profumo sa che una sua semplice richiesta al Tesoro di convertire le obbligazioni in azioni di MPS fermerebbe qualsiasi tentativo di scalata alla Rocca: chi potrebbe volere una banca chee ha uno stato socio di maggioranza assoluta? Diverso sarebbe se il valore borsistico lievitasse fino a 50 centesimi: l’incidenza sul capitale sociale dello stato sarebbe nettamente inferiore.
Le borse europee si muovono caute nella prima seduta della settimana in attesa di indicazioni da Wall Street. Intanto gli occhi degli investitori sono puntati sull’intervento di questa sera del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, che interverrà sulla politica monetaria, sull’uscita dalla crisi finanziaria globale e sulle sfide che l’economia statunitense deve affrontare. Sul fronte macroeconomico il superindice Ocse, che è cresciuto a novembre dello 0,06% rispetto al mese precedente e dello 0,17% su base annua, ha rilevato “segnali di stabilizzazione” delle prospettive di crescita per le economie di Italia, Francia, Germania e per l’intera Eurozona.
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