I fiorentini leader nel mercato della Monetica come istituto ibrido finanziario
di Red
SIENA. La Banca d’Italia ha autorizzato il gruppo Bassilichi a rafforzare uno dei suoi core business, la monetica, autorizzandolo a diventare istituto di pagamento ibrido finanziario attraverso la controllata Moneynet S.p.A. Questa azienda ha sede legale a Palermo e trova fondamento nel suo essere in seguito all’avvio della Sepa (Single Euro Payments Area), l’area unica dei pagamenti in euro. Grazie all’autorizzazione ricevuta da Banca d’Italia e all’iscrizione di Moneynet nell’albo delle payment institutions, Bassilichi è ora in grado di offrire al mondo delle pmi, al mercato retail, ai liberi professionisti e alla pubblica amministrazione, la possibilità di aprire un “conto di pagamento” attraverso il quale effettuare operazioni di prelevamento e trasferimento fondi, oltre a molteplici servizi tipicamente bancari (bonifici in entrata e in uscita, RID, F24, ecc.).
Il gruppo Bassilichi annovera attualmente nella sua offerta legata all’area Monetica una vasta gamma di servizi che spaziano dalla gestione in outsourcing di circa 7.700 atm e di oltre 205.000 pos a livello nazionale fino al corporate banking e all’e-commerce. Tutte le informazioni fin qui scritte (peraltro gentilmente offerte alla stampa dalla Bassilichi) sono una bella notizia che potrebbe creare posti di lavoro in un’area che ne ha anche bisogno, come la Sicilia Occidentale. E già fioccano annunci economici di offerta, anche su internet (indeed.com). Quello che non si è scritto, e che quindi si è sorvolato su gran parte della stampa, che ha soltanto fatto il passacarte della comunicazione aziendale dei due fratelli fiorentini, è come l’autorizzazione appena ricevuta sia propedeutica (come riferisce anche Il sole 24 Ore due giorni dopo, a )un’altra operazione. L’autorizzazione infatti è un passo decisivo per poter rilevare le attività di back office di banca MPS, operazione di cui si parla da tempo, che coinvolgerebbe oltre 1.100 dipendenti dell’istituto di credito senese, che manterrebbero il contratto bancario. Quindi si prevederebbe entro la fine di giugno 2013 il passaggio delle attività e dei dipendenti del Centro Operativo da Siena, Lecce, Padova, Mantova e Roma alla Moneynet di Palermo. Tutto bene fino a quando non verrà chiesto di trasferire il proprio posto di lavoro al sole della Sicilia per le solite esigenze organizzative.
Altre indiscrezioni arrivano sul fronte di una vendita necessaria per MPS in quanto prevista nel Piano Industriale 2012-2015, ma finora rinviata per mancanza di acquirenti concreti. MPS Leasing & Factoring dovrebbe essere fusa con Alba leasing (36,4% Bper, 32,8% Banco popolare, 21% Popolare Sondrio, 9,8% Bpm). Se l’operazione andasse in porto, Rocca Salimbeni scenderebbe sotto il 50%, in questa maniera deconsolidando le attività anche in questo settore. MPS L&F infatti è dotata di un capitale di 357 mln di euro, mentre la taglia di Alba è un po’ più piccola 255 mln, e ha la sede a Milano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



