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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il teatro comico giapponese al Costone

Si esbisce un maestro del Rakugo in tournèe in Italia

SIENA. Al teatro del Costobe va in scena uno spettacolo di teatro comico giapponese tradizionale Rakugo, organizzata per  stasera (30 Settembre) in collaborazione con l’Associazione culturale giapponese IROHA. Lo spettacolo è in programma alle ore 21 e sarà in italiano e giapponese. .

Il maestro Ryuraku Sanyutei, uno dei massimi interpreti viventi del teatro Rakugo, eseguirà due brani in Italiano e in Giapponese. Nell’intervallo terrà una breve conferenza-dimostrazione sugli elementi tipici del teatro Rakugo. Lo spettacolo fa parte della tournée del maestro Ryuraku Sanyutei in Italia e in Francia. Seduto su di un cuscino al centro del palco, racconta storie comiche con l’uso di un ventaglio (sensu) e di un piccolo asciugamano rettangolare (tenugui). Le storie comprendono dialoghi fra più personaggi: per distinguerli l’interprete cambia il tono della voce e gira la testa. Le storie sono introdotte da un monologo improvvisato e terminano con una battuta finale (ochi).

Quota di partecipazione: 15 Euro (12 Euro per i soci di IROHA, Studenti dell’Università per Stranieri). E’ richiesta la prenotazione, posti limitati. Prenotazioni e contatti su : sushissestasera.wordpress.com sushissestasera@gmail.com Pagina Facebook SUSHIsse stasera?

Breve storia del teatro Rakugo

Il termine Rakugo è attestato per la prima volta nel 1787, ma si è diffuso soltanto durante l’epoca Meiji (1867–1912) ed è divenuto di uso comune nel XX secolo in epoca Shôwa (1926–1989). Il teatro Rakugo si è sviluppato in vari stili: shibaibanashi (“storie teatrali”), ongyokubanashi (“storie musicali”), kaidanbanashi (“storie di fantasmi”) e ninjôbanashi (“storie sentimentali”). In alcune di queste forme manca la battuta finale ochi, caratteristica del Rakugo originale.Non si sa esattamente quando il teatro Rakugo sia nato, mentre è chiaro che ha avuto origine presso i daimyo (feudatari) che ospitavano alla loro corte attori che li intrattenessero raccontando storie divertenti.

Nell’epoca di Edo (1603–1867) i commercianti più ricchi (chonin) hanno iniziato ad apprezzare questa forma di teatro che così si è diffusa anche fra i non nobili ed è diventata sempre più popolare. Nel XVII secolo gli attori erano chiamati hanashika (“narratore di storie”), termine che corrisponde all’odierno rakugoka ( “persona che lascia cadere le parole”). L’usanza di concludere il monologo con una battuta forse deriva dai kobanashi, brevi racconti comici con battuta finale (ochi) molto amati fra XVII e XIX secolo, con personaggi del popolo come protagonisti.

Fra gli interpreti del teatro Rakugo alcuni sono anche autori di storie: fra i più famosi rakugoka del passato, per esempio, Anrakuan Sakuden (1554–1642) creò più di mille storie riunite nella raccolta Seisuishô (“Risata per scacciare il sonno”, 1628); Tatekawa Enba (1743–1822) è invece autore di Rakugo rokugi (“I sei significati del Rakugo”).Come in molte altre arti tradizionali giapponesi, anche nel teatro Rakugo gli interpreti imparano direttamente dal proprio maestro, senza ricorrere a libri o manuali: ancora oggi tutto il repertorio viene tramandato oralmente di generazione in generazione; soltanto dopo molti anni di pratica l’allievo – se ne è degno – può ereditare il nome del maestro e diventare maestro a sua volta.

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