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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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L’arte di Cleonice Gioia al Museo archeologico

La pittrice pop a Sarteano dialoga con i reperti etruschi. Mostra in programma dal 15 giugno al 25 agosto

SARTEANO. Cleonice Gioia espone al Museo civico archeologico di Sarteano dal 15 giugno (inaugurazione ore 11) al 25 agosto. La mostra, dal titolo inequivocabile, Gioia!”, presenta una decina di lavori su tela di medio e grande formato dell’ultimo periodo pittorico di questa esponente del movimento “Figurazione contemporanea 2”. Questa tendenza artistica rappresenta l’evoluzione e la continuità di una scuola nata in piazza del Popolo a Roma ma in veste contemporanea, con le nuove generazioni di artisti che non esauriscono i temi del loro linguaggio pittorico. «Le opere sono state scelte per dialogare con quelle del museo – osserva la curatrice Stella Severini – e una di esse è stata espressamente realizzata per Sarteano». Il dialogo tra passato e presente, lo sguardo dell’artista sulla realtà locale rappresentano una costante nelle iniziative culturali promosse da Intrepido servizi, società di gestione dei beni culturali per conto del Comune.

Seguace di Enrico Manera, Gioia è nata a Roma nel 1976, dove vivlavora. I suoi lavori riescono a fondere realtà e

fantasia, trasportandoci a volte, attraverso colori accesi e allegorie comiche, in un universo parallelo dove il reale appare più leggero. L’arte di Cleonice Gioia, nasce da una passione profonda per la pittura, stimolata anche dalla frequentazione di uno sperimentatore ruvido ma straordinario qual è Enrico Manera (oggi suo compagno di vita), capace di trasmettere le esperienze vissute con grandi artisti. Cleonice ne ha colto l’essenza ed i contenuti; grazie alla sua tecnica i volti reali sono dipinti con colori super brillanti e spesso metallici che incontrano personaggi del mondo dei cartoon utilizzando tagli cinematografici ed inquadrature frontali, dirette e sfacciate. 

La scuola di Manera nacque nei primi anni Sessanta a Roma, fuoriuscendo dalla stagione breve ma intensa della pittura astratta ed informale, dando vita a una cultura dell’immagine che intrecciava icone del consumo di massa e citazioni dai movimenti italiani del primo novecento europeo come  il Futurismo e la Metafisica. Il gruppo di giovani artisti che ne facevano parte prese il nome dalla celebre piazza perché si ritrovava in quella storica zona di Roma dove c’era il caffè Rosati, luogo d’incontro quotidiano per per le personalità della cultura. Per informazioni e prenotazioni: Ufficio turistico di Sarteano, piazza Bargagli, t. 0578 269204, mail turismo@comune.sarteano.si.it.

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