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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Coldiretti: "Il prezzo del pane non dipende da quello del grano"

SIENA. È ingiustificato l’aumento del pane. Così Coldiretti Siena risponde alle recenti dichiarazioni sulle possibili impennate del 10-20% che a breve potrebbero colpire il prezzo del pane. “È una presa in giro nei confronti dei consumatori sostenere che l’aumento sia da attribuire all’incremento del prezzo delle farine – spiega Giampiero Marotta, direttore di Coldiretti Siena – . Lo scorso aprile, infatti, quando il prezzo del grano era ai minimi termini ovvero a 12 euro al quintale, pane, pasta e tutti i derivati, sono rimasti ancorati allo stesso prezzo di due anni prima”. Nei mesi scorsi Coldiretti ha denunciato questa sperequazione, sostenendo che la guerra dei rincari nella cerealicoltura è molto simile a quella dei carburanti. I prezzi variano in aumento quando il greggio sale, ma tardano molto a scendere – e comunque non proporzionalmente -, quando il prezzo della materia prima crolla. “Il prezzo del pane non è assolutamente dipendente dal prezzo del grano e delle farine – commenta Fausto Ligas, presidente di Coldiretti Siena -. Oggi le imprese agricole cerealicole incassano meno del 60% di quello che incassavano 20-25 anni fa, con una moltiplicazione dei prezzi dal grano al pane che arriva anche al 1700%”. Dati allarmanti, soprattutto se si considera che il prezzo medio del pane fresco a livello nazionale è intorno ai 3 euro al Kg e in alcuni casi supera i 5 euro. “Le imprese cerealicole senesi se perdurasse questa situazione – avverte Ligas – per sopravvivere non esiteranno a ridurre sensibilmente le superfici coltivate a grano. Questo provocherebbe l’inevitabile aumento di sterpaglie, campi incolti e la trasformazione dei paesaggi che siamo abituati a vedere”.
Un grido d’allarme dagli agricoltori, che negli ultimi tempi hanno comunque cercato di contrastare la crisi con le iniziative messe in campo da Consorzio Agrario di Siena e da altre cooperative del territorio che hanno lavorato sul fronte dell’accorciamento di filiera, a vantaggio di prezzi al consumo più bassi e della certezza dell’origine degli alimenti. “Le azioni intraprese, tuttavia, vanno sì nella direzione giusta – dichiara Marotta – ma è indispensabile una legge che tuteli il vero Made in Italy. Per la nostra agricoltura e i nostri agricoltori è necessario che tutti i prodotti agroalimentari riportino in etichetta la provenienza del grano per pane e pasta, la nazionalità dei maiali che diventano prosciutti e spalle, la provenienza del latte per formaggi, mozzarelle e yogurt e la provenienza dei pomodori per le conserve nei barattoli di concentrato, pelati e salsa, che oggi purtroppo di tricolore hanno solo la bandiera”.
L’altra strada per uscire dall’impasse secondo Coldiretti è quella dei mercati a chilometro zero. Da oltre cinque anni nei mercati di Campagna Amica, agricoltori e consumatori eliminano inutili e dispendiosi passaggi di filiera. Dopo molte sperimentazioni, a breve anche Siena avrà il suo mercato agroalimentare al coperto, dove si potranno trovare a buon prezzo prodotti freschi, genuini e di stagione. Formaggi, olio, vino, marmellate, miele, frutta e verdura, salumi e tanti altri prodotti del senese faranno da contorno alla bottega di sola carne Chianina I.g.p. proveniente solo ed esclusivamente da allevamenti locali. 
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