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Michele Riondino al Poliziano con "Siamosolonoi"

L'attore: "Uno spettacolo acrobatico sul rapporto di coppia"

MONTEPULCIANO. Sabato (5 gennaio), alle 21.15, Montepulciano ospita uno degli attori più interessanti degli ultimi anni, protagonista del nuovo spettacolo “Siamosolonoi”; testo originale di Marco Andreoli, regia del gruppo Circo Bordeaux (guidato proprio da Riondino), musiche di Theo Teardo. Dopo il debutto con Elio, salutato dal tutto esaurito, nuovo appuntamento con le vacanze intelligenti del Teatro Polizano. Attore di formazione teatrale, Riondino ha lavorato con importanti registi teatrali, cinematografici e televisivi. Di recente è venuto alla ribalta televisiva con il ruolo da protagonista nella serie televisiva “Il giovane Montalbano”. In scena con lui, Maria Sole Mansutti, giovane e intensa attrice teatrale, ha lavorato anche lei, con alcuni dei maggiori registi teatrali italiani e si è affermata in ruoli cinematografici e televisivi.

“Siamosolonoi” racconta la storia dell’amore patologico, possessivo, infantile che unisce i due protagonisti, Savino e Ada: un uomo e una donna impegnati in un confronto che è una lotta amorosa, al tempo stesso spietata e dolcissima. La pièce si svolge in una cucina: la stanza del quotidiano per eccellenza, da pulire e riordinare, in cui preparare il pranzo e guardare la tv, diventa per Ada e Savino teatro di duelli e vendette, privazioni e liberazioni, conquiste e sconfitte, in un alternarsi di leggerezza, malinconia e inquietudine. Il nuovo testo di Marco Andreoli è stato costruito facendo riferimento alla “teoria dei giochi”, la scienza che analizza le situazioni di conflitto e studia le decisioni individuali dei soggetti coinvolti.

“Non facciamo che combattere in scena – spiega Riondino – in questo spettacolo che è molto fisico, davvero acrobatico; usiamo la metafora di due ragazzini proprio per raccontare l’amore, l’abbandono, la crescita: è uno spettacolo che ha i fuochi d’artificio dentro”.

Scrive invece l’autore Andreoli: “Siamosolonoi è un piccolo romanzo di formazione, una metafora quotidiana e universale del percorso umano. Ada e Savino sono i soggetti coinvolti: ognuno di loro persegue uno scopo diverso e, di conseguenza, è costretto ad immaginare e ad applicare strategie differenti. Malgrado la volontà un po’ cocciuta di realizzare griglie e contenitori, parliamo pur sempre dell’amore e della sua negazione. Tutta roba, insomma,che non può essere davvero contenuta in nessunissima griglia”.
(Foto Corbetta)
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