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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Tares e Comuni senesi, un ‘bisturi’ da correggere a tutti i costi

Confesercenti invia ai Comuni un documento di osservazioni sulla tariffa

SIENA. Recuperare il principio del pay per use, o “si paghi per quanto si usi”. Agevolare chi utilizza scarti di produzione per produrre energia. E più in generale, rendersi conto di quanto può far male l’utilizzo indiscriminato del bisturi da tassazione sulle attività economiche, in questo drammatico momento storico. Sono alcune delle richieste che Confesercenti Siena ha condensato in un apposito documento di osservazioni sulla Tares, la nuova tariffa dei rifiuti, consegnato nei giorni scorsi ai Sindaci della provincia di Siena per tramite dell’Anci. I lavori di un’apposita Commissione interna, costituita sull’argomento in senso all’associazione di categoria, hanno scaturito una approfondita nota critica che parte dalla considerazione del preoccupante contesto per arrivare alle proposte di modifica ‘punto per punto’ alla bozza di regolamento in valutazione presso le Amministrazioni comunali.

“Benché il  Governo Letta abbia espresso la volontà di incorporare la Tares in una nuova imposta da varare entro agosto, a tutt’oggi questa tariffa resta all’orizzonte – osserva in premessa il documento – con i Comuni potenzialmente in grado di approvare entro fine giugno altri 30 centesimi di aumento per metro quadrato, oltre a quelli già stimati con la sostituzione della Tares alla Tia”.  Si critica in particolare il fatto che il nuovo tributo riesumi il principio per cui “paga chiunque possieda, occupi o detenga, stravolgendo l’obiettivo inseguito con la precedente tariffa di far pagare agli utenti esattamente quello per quanto usufruiscono del servizio”. Un cambio di rotta antistorico, che inoltre ignora il calo di produzione dei rifiuti (-10 per cento quelli non domestici) e l’incremento di raccolta differenziata, riscontrati vistosamente negli ultimi anni anche nel territorio senese.

Per tutto ciò, ferma restando la già espressa richiesta di fondo per l’abolizione della Tares, Confesercenti propone 5 specifiche variazioni alla bozza di regolamento, qualora la tariffa resti in piedi. “Suggeriamo una particolare attenzione alle grandi superfici che nel passato erano sede di lavoro per un numero di dipendenti  che nel frattempo si è notevolmente ridotta – rileva ad esempio la Commissione di lavoro – anche con l’introduzione di uno specifico articolo, che preveda per le attività ricettive un calcolo della tariffa è rapportato all’effettivo numero degli occupanti delle camere, risultante dalla denuncia presentata dall’utente”. Proposto anche l’innalzamento della soglia di abbattimento per macellai e fiorai. I Comuni senesi sono attesi alla decisione sul regolamento entro il 30 giugno.
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