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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Pava: il parco multiculturale si farà con i fondi della CE

Iniziata la campagna di scavi con archeologi da tutto il mondo

SAN GIOVANNI D’ASSO. Sta per diventare realtà il sogno di un grande parco archeologico nel sito di Pava. All’indomani dell’avvio della nona campagna di scavo partita l’8 agosto, la Fondazione Pava Onlus, che ha partecipato ad un bando Gal Leader con fondi del PSR per ottenere le risorse per la realizzazione del parco archeologico, annuncia che sono in attesa della graduatoria definitiva dopo la quale potranno partire i primi lavori della realizzazione del parco archeologico. «Questo potrebbe essere uno degli ultimi anni di scavo prima della realizzazione di questo grande progetto – spiega Michele Boscagli, sindaco di San Giovanni d’Asso -. Un’area multiculturale di oltre 2 ettari per far conoscere a tutti i visitatori i luoghi degli scavi grazie ad un percorso storico-turistico che si articolerà nei principali siti di ritrovamento da realizzare in due/tre anni e che comprenderà anche un’area didattica, una zona per gli eventi e un’area informatizzata».

Gli scavi – La campagna, coordinata dal professor Stefano Campana, proseguirà fino al 7 ottobre offrendo al possibilità ai turisti di visitare in questi due mesi lo scavo e conoscere il passato dell’area attraverso i reperti fin qui portati alla luce nel corso degli anni da archeologi (studenti e docenti) giunti da ogni parte del mondo, ospiti della Fondazione Paesaggi Archeologici della Val d’Asso Onlus, sotto il nome anche di Fondazione Pava, fondata nel 2008 come un soggetto di proprietà sia pubblica che privata grazie alla collaborazione tra il Comune di San Giovanni d’Asso e il dipartimento di archeologia medioevale dell’Università di Siena e privati.

I reperti – Nell’area di Pava, dal 2004 ad oggi è stata portata alla luce una Chiesa paleocristiana identificabile con la pieve di San Pietro in Pava documentata in testi altomedievali circondata da una zona cimiteriale dove sono stati rinvenute numerose sepolture, una fornace servita probabilmente per la cottura di laterizi e di ceramica ed anche un “tesoretto” di 26 monete d’oro e d’argento attualmente esposto nelle sale del Castello comunale di San Giovanni d’Asso.

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