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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Prime considerazioni di Confcommercio sulla "manovra"

Un giudizio possibile solo dopo un'analisi approfondita

SIENA. Ad oggi quelli che più balzano agli occhi sono quelli dell’inasprimento fiscale, della stretta pensionistica, dell’aumento delle accise sui carburanti. Su questi elementi si può dare un giudizio negativo rispetto all’obiettivo di crescita dell’economia, che presupporebbe interventi di taglio ben diverso, capaci di ridare potere d’acquisto alle famiglie e liquidità al sistema delle imprese. Particolare preoccupazione suscita l’aumento di 2 punti percentuale dell’IVA che scatterà nel 2° semestre 2012. Sommato all’aumento di 1 punto che è entrato in vigore lo scorso 16 settembre, nel giro di un anno l’aliquota IVA più diffusa passa dal 20 al 23%, un aumento che rischia di determinare una ulteriore flessione nei consumi. Anche la scelta di ritoccare l’aliquota del 10% che passerà al 12% è una scelta che convince poco. Questa aliquota è quella applicata dal settore del turismo, dove già oggi scontavamo un gap rispetto ad altri paesi europei.

A questo punto c’è solo da augurarsi un atto di responsabilità da parte di tutte le Amministrazioni Comunali che nelle ultime settimane hanno introdotto o stanno per introdurre l’ imposta di soggiorno. L’atto di responsabilità è, ovviamente, il ritiro dell’imposta, per non far gravare ulteriormente sui turisti dei costi che metterebbero le nostre aziende turistiche in forte difficoltà a mantenere quote di mercato.

E’ importante pero, come dicevo all’inizio, valutare tutta la manovra.

Ad esempio, è stata data evidenza alla riduzione dell’IRES grazie alla detrazione dell’IRAP, ma ancora non sappiamo con quali modalità ciò sarà possibile e quale sarà l’effettivo impatto sulla tassazione dei redditi di impresa. Una notazione particolare vorrei farla sulla norma che pone il tetto di 1000€ ai pagamenti in contanti. Atteso che per alcuni settori questo rappresenterà un problema non tanto ai fini fiscali o della tracciabilità ma più semplicemente per una questione di riservatezza e di privacy, il dubbio che viene è che questa norma rappresenti in realtà un regalo al sistema bancario. Molte fasce sociali, specie quelle con minore capacità di spesa, non hanno l’abitudine o l’attitudine all’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici. In parte deriva da una maggior confidenza e fiducia nell’uso del contante, in parte dai costi che gravano sull’emissione di bancomat, carte di credito, carte revolving e simili e, soprattutto, sulle operazioni transate. Mi aspetterei anche qui un atteggiamento responsabile da parte del sistema bancario per abbattere i costi delle operazioni svolte con la moneta elettronica, per evitare ulteriori erosioni tanto ai costi delle famiglie che delle imprese.

Infine una grossa delusione per l’assenza di interventi altrettanto sostanziosi sui costi della politica. L’imposizione di misure pesanti non è ancora una volta distribuita in modo equo. La cosiddetta “ casta “ vede praticamente invariati i suoi privilegi, i suoi vitalizi, le sue pensioni d’oro. E’ forse proprio ciò che manca nella manovra ad essere quello che più amareggia e che fa crescere il senso di frustrazione e di rigetto verso l’oligarchia che oggi occupa il Parlamento.

 

Daniele Pracchia-  direttore generale di Confcommercio Siena

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