Wall Street ribalta una brutta partenza alimentata dalla forza del dollaro, dal crollo delle materie prime e dall’uscita dalle prime trimestrali delle principali banche domestiche, piuttosto deludenti.
Dopo aver perso quasi due punti percentuali, in alcuni casi, il Nasdaq termina invariato, lo S&P500 cede lo 0,3%, il Dow Jones mezzo punto percentuale ed il Russell 2000 l’1,1%, dimezzando tuttavia le perdite rispetto all’apertura.
In difficoltà tutto il settore bancario, da JPMorgan (-3,5%) a Citigroup (-3%) a Bank of America (-2,3%).
Tengono, invece, i titoli tecnologici con Apple (+2%), AMD e Nvidia in progresso entrambe di un punto e mezzo percentuale.
VIX in ribasso di quasi il due per cento a 26,4 punti.
Sul mercato obbligazionario i rendimenti salgono di tre punti base sulla scadenza decennale al 2,96%.
Giornata nera per tutte le materie prime, indistintamente. Tra i metalli preziosi, l’oro cede un punto e mezzo percentuale e l’argento quattro e mezzo, in lieve recupero rispetto ai sei di metà seduta.
Il petrolio chiude invece invariato a 96,5 dollari al barile, dopo aver recuperato rispetto ai minimi intraday (-5%) a quota $91.
Sul mercato valutario il dollaro buca la parità contro euro e sale fino a 0,995 per poi chiudere invariato rispetto alla moneta unica a 1,003.
Continua a scivolare pesantemente anche lo yen che raggiunge i 139 nei confronti del biglietto verde. In difficoltà anche lo yuan che scivola a 6,76, nuovo minimo dell’anno.
Fonte MarketInsight





