Le borse europee accelerano al ribasso e Wall Street apre in calo, dopo i risultati deludenti di Jp Morgan e Morgan Stnaley e con le crescenti aspettative di una stretta monetaria sempre più severa da parte della Federal Reserve.
Milano si colloca in coda al Vecchio Continente, con il Ftse Mib in perdita del 3,6% in area 20.520 punti, appesantito dalla crisi di governo che si prospetta con l’uscita dei 5 Stelle dalla maggioranza. In rosso anche il Cac 40 di Parigi (-1,6%), il Ftse 100 di Londra (-1,8%), il Dax di Francoforte (-2%) e l’Ibex 35 di Madrid (-2,1%), così come gli indici americani Dow Jones (-1,8%), S&P 500 (-1,8%) e il Nasdaq (-1,5%).
JP Morgan cede circa il 4% dopo aver riportato risultati inferiori alle attese e aver annunciato la sospensione del piano di buy back, mentre Morgan Stanley arretra del 3% dopo aver registrato ricavi in calo anche a causa dell’incertezza del quadro economico.
Dall’agenda macro sono giunti i dati americani sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (in aumento oltre le attese a 244 mila unità) e sui prezzi alla produzione a giugno (+1,1% m/m e +11,3% a/a, sopra il consensus), che si sommano al report di ieri sui prezzi al consumo (+9,1% a/a), rafforzando la prospettiva di un maxi-ritocco dei tassi a luglio da parte della Fed.
Ormai scontato un intervento da 75 punti base, gli analisti hanno iniziato persino a valutare un rialzo dell’1%, ma l’inasprimento della politica monetaria per contrastare l’inflazione da record alimenta i timori di recessione.
In Europa preoccupa anche la crisi energetica e si teme uno stop prolungato delle forniture di gas dalla Russia dopo che Gazprom non ha garantito la riapertura del gasdotto Nord Stream a causa del contenzioso sulla turbina in riparazione in Canada.
In mattinata la Commissione Europea ha diffuso le stime economiche aggiornate, rivedendo al ribasso il Pil dell’area euro (2,6% nel 2022 e 1,4% nel 2023, da 2,7% e 2,3% previsti a maggio). In aumento invece le proiezioni sull’inflazione, al 7,6% quest’anno e 4% l’anno prossimo (da 6,1% e 2,7%). Per quanto riguarda l’Italia, la crescita è stata rivista a +2,9% nel 2022 e +0,9% nel 2023 (da +2,4% e +1,9%).
Sul Forex il cambio euro/dollaro scende sotto la parità a 0,995 e il dollaro/yen risale sui massimi da 24 anni a 139,3. Tra le materie prime crollano nuovamente le quotazioni del greggio, con il Brent (-4,4%) a 95,3 dollari e il Wti (-5,2%) a 91,4 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si amplia di quasi 17 punti base a 215 bp, con il rendimento del decennale italiano in aumento al 3,35%, dopo il voto che ha confermato la al governo ma senza il voto del M5S.
Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib rimbalza Saipem (+7,4%) seguita da Amplifon (+1,6%), unici titoli positivi del listino principale. Forte vendite invece su Unicredit (-6,8%), Enel (-6%), Bper (-6%) e Banco Bpm (-5,9%).
Fonte MarketInsight




