Seduta negativa per le principali piazze finanziarie asiatiche con i timori di recessione che hanno oscurato i segnali positivi di allentamento dei dazi sulla Cina.
Gli operatori temono infatti una frenata dell’economia globale a causa dell’inflazione elevata e della conseguente stretta monetaria delle banche centrali per riportare i prezzi sotto controllo.
Le probabilità di una recessione degli Stati Uniti nel prossimo anno sono ora del 38% , secondo le ultime previsioni di Bloomberg Economics. I segnali di un rapido deterioramento delle prospettive economiche degli Usa hanno spinto gli operatori a prevedere una completa inversione di tendenza delle politiche da parte della Federal Reserve nel prossimo anno, con tagli dei tassi di interesse a metà del 2023.
In Australia, intanto la banca centrale ha alzato il tasso di riferimento all’1,35%, figurando quindi tra le oltre 80 banche centrali ad aver aumentato quest’anno il costo del denaro.
Stasera l’attenzione si focalizzerà sui verbali relativi all’ultima riunione del Fomc mentre venerdì verrà pubblicato il report americano di giugno sul mercato del lavoro.
Un contesto di incertezza complessiva che ha messo in secondo piano l’ottimismo per i colloqui tra Stati Uniti e Cina, finalizzati a rimuovere alcune sanzioni e tariffe precedentemente imposte dall’amministrazione Trump.
Sul forex, il cambio euro/dollaro, intorno ai minimi da 20 anni, si attesta a 1,025 e il dollaro/yen a 135,2. Tra le materie prime, petrolio positivo con il Brent (+1%) a 103,8 dollari e il Wti (+0,5%) a 100 dollari al barile. Oro a 1.762 dollari l’oncia (-0,1%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina, Shanghai e Shenzhen cedono rispettivamente l’1,6% e l’1,3%. Hong Kong a -2%.
In Giappone, Nikkei a -1% e il Topix a -1,2%.
Il tutto dopo che ieri a Wall Street il Nasdaq ha chiuso a +1,7%, lo S&P500 a +0,2% mentre il Dow Jones ha segnato un -0,4%.
Fonte MarketInsight




