Partenza positiva a Wall Street, in un contesto in cui gli operatori continuano a monitorare le mosse delle banche centrali, chiamate a frenare la corsa dell’inflazione senza penalizzare la ripresa economica.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq guadagna l’1,6%, lo S&P 500 l’1% e il Dow Jones lo 0,5%
I non farm payroll Usa superiori alle previsioni diffusi venerdì sembrano suggerire che la Federal Reserve non devierà dal suo percorso delineato di rialzi dei tassi di interesse per riportare le pressioni inflazionistiche sotto controllo.
Il Job Report di aprile, infatti, ha da una parte placato i timori di un rallentamento marcato dell’economia americana, ma dall’altra ha rafforzato le attese che l’istituto di Washington continuerà ad aumentare il costo del denaro.
Secondo gli economisti di Goldman Sachs, però, la Fed potrebbe riuscire a implementare il suo ciclo aggressivo di strette monetarie senza spingere la principale economia mondiale in recessione.
Il focus degli operatori si sposta ora sul report sui prezzi al consumo negli Stati Uniti in uscita questa settimana, che potrebbe fornire nuove indicazioni sulla possibilità che l’inflazione abbia raggiunto il suo picco.
A sostenere il sentiment dei mercati contribuiscono anche le ultime mosse di Pechino per allentare i lockdown anti-Covid, che dovrebbero contribuire ad attenuare i problemi lungo la supply chain mondiale e a migliorare l’outlook dell’economia della Cina.
A ciò si aggiunge un report secondo cui le autorità cinesi si preparano a ridurre le restrizioni contro alcune società tech quotate a Wall Street. Didi Global balza di circa il 60% in seguito alla notizia.
Intanto sul Forex il biglietto verde è poco mosso nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro a 1,071 e il dollaro/yen poco sotto quota 131.
Tra le materie prime ancora in rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+0,4%) a 120,2 dollari e il Wti (+0,4%) a 119,3 dollari, dopo che l’Arabia Saudita ha aumentato il prezzo ufficiale di vendita per il greggio leggero verso l’Asia.
Nel comparto obbligazionario, infine, i rendimenti del decennale e del biennale americani salgono di circa quattro punti base rispettivamente al 2,97% e al 2,69%.
Fonte MarketInsight




