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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati – Eurolistini positivi, sterlina in calo dopo BoE

Le borse europee viaggiano sui minimi intraday ma restano ampiamente in rialzo, mentre Wall Street ha aperto in calo dopo i guadagni della vigilia. A Piazza Affari il Ftse Mib guadagna lo 0,9% in area 24.110 punti, positivo come il Ftse 100 di Londra (+1,3%), il Cac 40 di Parigi (+1,2%), il Dax di Francoforte (+0,9%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,6%). Oltreoceano, partenza sottotono per Dow Jones (-0,9%), S&P500 (-1,2%) e Nasdaq (-1,8%).

Ieri la banca centrale statunitense ha alzato i tassi di interesse di 50 punti base e annunciato l’avvio della riduzione del proprio bilancio a partire da giugno, a un ritmo iniziale di 47,5 miliardi di dollari al mese. Il chairman Jerome Powell ha indicato che ci saranno altri ritocchi da mezzo punto percentuale nei prossimi due appuntamenti del Fomc, ma ha escluso per il momento interventi da 75 punti base, rassicurando i mercati.

Tuttavia, se da un lato si riducono i timori di una stretta monetaria eccessiva che possa spingere l’economia statunitense in recessione, dall’altro restano i rischi legati all’elevata inflazione, alimentata anche dal rally delle materie prime.

Ad aggravare le pressioni sui prezzi contribuiscono il conflitto tra Russia e Ucraina e i lockdown in Cina, riflettendosi anche sui dati macroeconomici. In Europa, gli ordini di fabbrica tedeschi sono crollati del 4,7% mensile a marzo (-3,1% tendenziale), mentre in Cina le restrizioni per il Covid hanno portato l’indice Caixin servizi a registrare il calo maggiore da febbraio 2020.

Dagli Usa sono giunte le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, in aumento oltre le attese a 200 mila unità, aspettando il job report di aprile in uscita domani.

Sul Forex il dollaro torna a rafforzarsi dopo il calo di ieri in scia alla Fed, riportando l’euro/dollaro in area 1,055 e il cambio fra biglietto verde e yen a 130,1. Crolla la sterlina a 1,24 dollari dopo che la Banca d’Inghilterra ha aumentato i tassi di interesse al livello più alto dai tempi della crisi finanziaria, segnalando una prossima contrazione dell’economia sotto il peso di un’inflazione a due cifre.

Tra le materie prime tornano a correre le quotazioni del greggio con il Brent (+2,8%) a 113,1 dollari e il Wti (+2,5%) a 110,4 dollari, sostenuto ancora dalla proposta di embargo sul petrolio russo da parte della Commissione Europea.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 194 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 2,91%.

Tornando a Piazza Affari, Unicredit (+5,3%) si mantiene in vetta al Ftse Mib dopo i risultati trimestrali e la conferma dei target. In rialzo anche Banca Mediolanum (+2,9%) e Cnh (+2,9%), in calo invece Enel (-1,6%) all’indomani della trimestrale e Moncler (-1,1%).

Fonte MarketInsight

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