Wall Street tenta l’ennesima partenza positiva, ma scivola progressivamente tentando più volte inutilmente un rimbalzo intraday.
Gli indici perdono smalto e chiudono sui minimi della seduta con ribassi dell’1,3% per Nasdaq e Dow Jones, dell’1,2% per lo S&P500 e del 1,7% per il Russell 2000.
Pesa sui listini anche la nuova impennata del greggio e la decisione del governo russo di imporre il pagamento delle forniture di energia (gas e petrolio) in divisa locale (rublo) ai Paesi europei del fronte NATO.
Tesla chiude appena positiva, annullando il rimbalzo iniziale che l’aveva portata ben oltre i 1.000 dollari.
VIX in rialzo di poco più di due punti percentuali a 23,55 punti.
Il mercato obbligazionario consolida il forte rialzo dei rendimenti. Dopo una nuova impennata che sfiora il 2,41%, il Tbond arretra fino al 2,33% con un ribasso di sei punti base sulla chiusura precedente. La veloce risalita dei tassi di interesse penalizza la vendita di nuove case nel mese di febbraio che risentono anche del crollo delle domande di mutuo (-25%).
Tra le materie prime, il petrolio chiude in rialzo del tre per cento oltrepassando anche la soglia psicologica del 115 dollari al barile.
Giornata di rimbalzo per i due principali metalli preziosi – oro ed argento – che guadagnano entrambi oltre un punto percentuale.
Sul mercato valutario, il dollaro termina invariato a 1,103 nei confronti della moneta unica, mentre il rapporto con lo yen continua ad indebolirsi arrivando a superare anche quota 121.
Fonte MarketInsight





