Le borse europee hanno perso terreno dopo un avvio sopra la parità e i futures di Wall Street puntano verso un avvio debole. Il Ftse Mib di Milano cede circa lo 0,8% in area 24.100 punti, sottotono come il Dax di Francoforte (-0,6%). Poco mossi il Ftse 100 di Londra (+0,15%), il Cac 40 di Parigi (+0,1%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,3%). Frazionali ribassi per i derivati su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, dopo la chiusura in netto rialzo di ieri, sostenuta dalle indicazioni della Fed.
La banca centrale americana ha alzato come da attese i tassi di interesse di 25 centesimi e ha annunciato l’intenzione di eseguire un ritocco in ciascuna riunione da qui a fine anno per contrastare le pressioni inflazionistiche. La proiezione ufficiale per la fine del 2023 evidenzia un tasso di riferimento al 2,8%. Nei prossimi mesi verrà anche avviato il processo di riduzione del bilancio da 8.900 miliardi dell’istituto.
Il presidente Jerome Powell ha rassicurato sulla tenuta dell’economia a stelle e strisce ma al tempo stesso le previsioni di crescita del Pil sono state tagliate dal 4% al 2,8% alla luce della guerra e delle sanzioni.
Intanto sfuma parzialmente l’ottimismo di ieri sui progressi nelle trattative tra Russia e Ucraina per mettere fine alle ostilità. Il ministro degli esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, ha sottolineato che le delegazioni sono lontane dal raggiungere un accordo, mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha smentito i passi avanti nei colloqui di pace, incolpando la controparte di aver rallentato i negoziati. Il tutto, mentre proseguono gli attacchi in tutto il Paese.
Nel frattempo, sembra rientrato il rischio di default della Russia, che afferma di aver pagato in dollari gli interessi sui due bond in scadenza ieri.
Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati finali di febbraio sui prezzi al consumo dell’Eurozona, in accelerazione al 5,9% annuo rispetto al 5,1% di gennaio. Attesi nel pomeriggio i numeri sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa.
Sul Forex il cambio euro/dollaro resta in area 1,104 mentre il cambio fra biglietto verde e yen è stabile a 118,6. In rialzo la sterlina a 1,319 dollari, in attesa che si concluda il meeting della Bank of England in programma oggi.
Tra le materie prime risalgono le quotazioni del greggio dopo le forti perdite delle ultime sedute con il Brent (+5%) a 102,9 dollari e il Wti (+4,6%) a 99,5 dollari, mentre l’Agenzia internazionale dell’energia ha stimato un possibile calo della produzione russa ad aprile di 3 milioni di barili e ha ridotto le stime sulla domanda globale per il 2022.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund resta 150 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,87%.
Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib spicca Diasorin (+5,7%) dopo i conti del 2021, seguita da Iveco (+3,7%), Moncler (+2,6%) e Saipem (+2,2%) dopo un contratto drilling offshore da 325 milioni di dollari. In calo le banche, con Bper (-3%), Intesa (-3,9%), Unicredit (-4,6%) e Banco Bpm (-5,1%) in coda al listino principale.
Fonte MarketInsight




