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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati Usa – Deciso rimbalzo del Nasdaq

Wall Street tenta di uscire, almeno per una seduta, dalle sabbie mobile dei mercati cinesi, della risalita dei tassi di interesse e dell’inflazione, mettendo a segno una giornata con finale sui massimi intraday e nata già sotto i migliori auspici.

Il tutto in attesa della riunione odierna della Federal Reserve che aprirà la serie di rialzi dei tassi di interesse, in un momento storico, sia politico che economico, molto delicato.

Il Nasdaq ha guadagnato il 2,9%. Oltre al listino tecnologico si distinguono anche lo S&P500 (+2,1%), il Dow Jones (+1,8%) ed il Russell 2000 (+1,4%).

Forti recuperi contraddistinguono tutte le big cap del settore tecnologico da Nvidia (+8%), AMD (+7%) e Tesla (+5%).

VIX (-7%) in calo di due punti a 29,8 appena al di sotto della soglia psicologica dei 30.

Il mercato obbligazionario consolida la salita dei rendimenti con un altro punto base al 2,15%.

Tra le materie prime, il petrolio scende per la quarta seduta consecutiva di un altro sette per cento chiudendo poco al di sopra dei 95 dollari al barile, quasi ai livelli precedenti lo scoppio della guerra in Ucraina.

Seconda giornata negativa per tutti i metalli preziosi con l’oro che cede il due per cento e si appoggia al supporto a 1.920 dollari l’oncia e l’argento che limita la discesa a meno di un punto percentuale.

Sul mercato valutario, il dollaro si rafforza lievemente fino a 1,097 nei confronti della moneta unica e resta invariato nei confronti dello yen fino a 118,2.

Fonte MarketInsight

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