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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mussari: "Mps farà il piano industriale e sapremo l’obiettivo strategico"

Il presidente dell'Abi ha parlato anche dei vari problemi dell'economia internazionale

SIENA. Mussari a 360 gradi all’assemblea straordinaria dei soci di stamane, “Con la prima metà dell’anno prossimo Mps farà il proprio piano aziendale e a quel punto avremo chiaro qual è l’obiettivo strategico che la Banca si dà”,  ha detto, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sul tema dell’internazionalizzazione. “Prima di quel momento – ha aggiunto – non credo sia utile esprimersi su questo punto. All’estero abbiamo una presenza, ma in questo momento preferirei non parlarne. La struttura sta lavorando al piano e credo sia giusto farli lavorare tranquillamente e serenamente”. 

“Mi sembra che il presidente Trichet abbia ribadito ieri e oggi che non vede alcun pericolo per la moneta europea, che è positivamente sorpreso da alcuni aumenti di Pil e di ricchezza che vengono da alcuni Paesi europei: io sono assolutamente d’accordo con lui”.  ha affermato il presdiente dell’Abi e del Monte dei Paschi. Mussari ha anche detto di “essere ottimista in base ai numeri che hanno una certa rilevanza. Fatta cento la spesa dell’amministrazione pubblica in Italia, noi – ha aggiunto – spendiamo in interessi passivi il 4,7% del Pil e l’8,7% della spesa totale e quindi, rispetto al debito pubblico italiano, non mi sembra che sia una situazione che desti preoccupazione o che determini l’insorgere di rischi per l’Italia”. Mussari ha poi aggiunto di ritenere che la rete di salvataggio messa in piedi dall’Europa “fino ad oraè’ stata utile e ha bloccato i rischi in modo efficiente”.

“Per rimuovere alcune distorsioni del mercato sarebbe necessario intervenire con alcune regole. Dobbiamo scegliere -ha aggiunto- in che mondo vogliamo vivere. Spero che queste regole arrivino, spero che la comunità europea per quanto è in suo potere, ma più che altro chi governa collegialmente il mondo, sia il G8 sia il g20, si renda conto che così diventa molto complicato”.
“Ragionevolmente chi avanza di piu’ dovrebbe metterci di piu'”, ha sottolineato parlando della soluzione della crisi irlandese. “I Paesi europei – ha aggiunto – dovrebbero aiutare l’Irlanda, ma in base all’esposizione di ciascuno verso l’economia di quel Paese, altrimenti si corre il rischio di aiutare anche chi ha sostenuto un tipo di crescita troppo sbilanciato verso la finanza”. Secondo Mussari, “i Paesi europei hanno un dovere collegiale in termini di stabilita’, e pare che lo abbiano accettato”. Il presidente dell’Abi ha spiegato: “Ci sono economie piu’ esposte e altre meno. L’aiuto all’Irlanda, a caro prezzo, e’ anche una garanzia sui prestiti di chi ha investito negli anni scorsi nell’economia irlandese”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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