Tocca questa volta al Nasdaq mettere a segno il nuovo massimo storico, dopo oltre due mesi dal precedente, trascinando con sé di nuovo anche lo S&P500.
Il listino tecnologico assiste a nuovi record assoluti di diversi titoli da Nvidia a Tesla e chiude in rialzo dell’1,4%.
Meglio di lui solo il Russell 2000 che avanza del due per cento, il doppio dello S&P500 che si ferma a pochi punti da quota 4.600 punti. Più modesto il rialzo, invece, del Dow Jones (+0,7%).
Il mercato azionario ignora il brusco rallentamento della crescita del Pil domestico nel terzo trimestre che si attesta al due per cento, il più basso da metà 2020.
In after hours, cedono sia Apple che Amazon di circa quattro punti percentuali entrambe, in scia a trimestrali che deludono in parte le previsioni.
VIX in ribasso di tre punti percentuali a quota 16,5.
Sul mercato obbligazionario riparte la risalita dei rendimenti con il Tbond che guadagna quattro punti base al 1,57% e prosegue la spinta rialzista anche nella mattinata asiatica fino al 1,6%.
Tra le materie prime, nuovo rialzo di quelle agricole mentre il petrolio tenta un nuovo affondo ribassista fino al di sotto di quota 81 dollari al barile, manovra che viene subito respinta grazie ad una chiusura in lieve rialzo poco al di sotto di quota $83.
Sul mercato valutario il dollaro subisce la “contrazione” del Pil e scivola con decisione a 1,168.
Fonte MarketInsight





