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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati – Previsto avvio poco mosso per l’Europa, a Milano occhi su Unicredit

Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta poco mosse, con gli operatori che continuano a monitorare i rischi legati all’aumento dell’inflazione in attesa dei risultati delle big tech statunitensi in programma questa settimana.

Chiusura contrastata venerdì a Wall Street, con i principali indici americani appesantiti in particolare dal settore tecnologico. Il Nasdaq ha perso lo 0,8% e lo S&P 500 lo 0,1%, mentre il Dow Jones è salito dello 0,2%.

Tra i mercati asiatici, stamane, Tokyo ha terminato in ribasso dello 0,7%, mentre Shanghai avanza dello 0,6% e Hong Kong oscilla poco sopra la parità.

Nelle ultime settimane, l’azionario globale ha mostrato una buona resilienza alla minaccia delle crescenti pressioni sui prezzi, alimentate dalla crisi energetica e dai colli di bottiglia nella supply chain.

Il Segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, è stata tra gli ultimi a dichiarare che la situazione dell’inflazione riflette delle problematiche temporanee, con la previsione di una normalizzazione nella seconda parte del 2022.

Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha invece dichiarato che l’inflazione potrebbe rimanere elevata più a lungo, confermando l’inizio del ritiro degli stimoli ma ritenendo ancora prematuro un rialzo dei tassi di interesse.

Sempre in tema banche centrali, focus sulla riunione della Banca centrale europea in agenda giovedì, che sarà attentamente monitorato dagli investitori per la guidance sul programma di acquisti bond pandemico.

L’attenzione dei mercati questa settimana sarà rivolta, inoltre, sulle trimestrali dei colossi tech Usa, un test importate per il sentiment degli investitori. Attesi oggi i risultati di Facebook, mentre domani sarà il turno di Alphabet, Microsoft e Twitter.

Sul fronte italiano, infine, venerdì a mercati chiusi S&P ha confermato il rating sovrano a BBB, alzando però l’outlook da stabile a positivo. Si attende ora il test dell’agenza canadese Dbrs, mentre il 5 novembre sarà la volta di Moody’s e il 3 dicembre di Fitch.

Per quanto riguarda l’azionario, da seguire il comparto bancario dopo l’interruzione delle trattative tra Unicredit e il Tesoro per Mps.

Fonte MarketInsight

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