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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Per l’ApI il futuro dell’ateneo si basa sul rapporto qualità quantità

Difendere l'istituzione, ma anche garantire un futuro didattico

SIENA. Da Alleanza per l’Italia di Siena riceviamo e pubblichiamo.

“Durante queste ultime e forse decisive settimane per la vita dell’Università di Siena, abbiamo udito molte cose condivisibili, soprattutto da parte dei lavoratori e degli studenti. Ci sembra però che venga eluso un problema di fondo: il rapporto quantità-qualità per il futuro del nostro Ateneo. Esso ha costruito la propria storia e il proprio prestigio internazionale rimanendo per secoli una piccola realtà. Fino agli anni ’70. Poi la crescita, giusta in quella fase storica, che per un lungo tratto è proceduta in armonia con l’ulteriore innalzamento degli standard didattici e scientifici. A un certo punto, negli ultimi anni, questa armonia si è rotta e l’Università di Siena ha cominciato a “declinare crescendo”, come recitava una vecchio slogan sindacale. Quelle che a lungo erano state aree di eccellenza, ad esempio in campo economico o medico, hanno visto appannare il proprio prestigio. L’Ateneo cresceva: nuove facoltà, corsi, numerose sedi distaccate. . . Ma non crescevano altrettanto la sua qualità didattica e il suo prestigio scientifico.

Sappiamo che queste sono cose molto spiacevoli da dire e da ascoltare. Ma questa istituzione che ora va a battere cassa a Roma, sapendo che da Roma non potranno mai arrivare interventi realmente risolutivi, deve essere consapevole che i conti con la “elefantiasi” che l’ha dominata per un ventennio non sono più rinviabili.

Qualche ramo, secco o anche verde, andrà tagliato per evitare che tutta la pianta rovini. Innanzitutto oggi bisogna pensare a difendere l’Istituzione Università di Siena, a tenerla in vita, a garantire un futuro didattico ai suoi studenti e la sicurezza del posto di lavoro per le migliaia di persone che ne dipendono. Primum vivere…”

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