Wall Street chiude l’ultima seduta della scorsa ottava ancora in ribasso, accentuando la perdita settimanale. Tutti gli indici principali riescono, tuttavia, ancora una volta a limitare i danni effettuando un tenue rimbalzo rispetto ai minimi intraday.
In particolare il Nasdaq il quale, per alcuni attimi, buca al ribasso la soglia psicologica dei 15.000 punti per poi terminare poco al di sopra (-0,9%).
La stessa penalizzazione (-0,9%) viene realizzata anche dallo S&P500. Entrambi gli indici sono risultati appesantiti dalla performance di Apple, Facebook, Microsoft, Google che lasciano sul terreno tutti intorno ai due punti percentuali. Unica eccezione Tesla che chiude invece invariata.
Migliore risulta al contrario l’andamento del Dow Jones che cede lo 0,5%, mentre il Russell 2000 termina in lieve rialzo dello 0,2%.
Esplode di nuovo la volatilità con l’indice VIX (+11%) che si inerpica oltre i 20 punti a 20,8, dopo un massimo intraday fino a 21,5.
Si rafforza la risalita dei rendimenti sul mercato obbligazionario in rialzo di altri tre punti base sulla scadenza decennale al 1,36%, in virtù dell’incertezza per le possibili conseguenze del probabile default del gigante cinese del settore immobiliare Evergrade.
Ancora una seduta complicata per i metalli preziosi ed in particolare per l‘argento che cede due punti percentuali, mentre l’oro riesce a difendersi chiudendo nel finale sulla parità poco al di sopra dei 1.750 dollari l’oncia.
La debolezza dei metalli preziosi è accentuata dalla forza del biglietto verde che sale a 1,174 nei confronti della moneta unica.
La giornata negativa dei metalli si estende anche al petrolio ed al rame.
L’oro nero cede oltre un punto percentuale terminando a 71,8 dollari al barile. Stessa performance del rame che annulla un rimbalzo iniziale di quasi il due per cento.
Fonte MarketInsight





