Seduta negativa per le principali piazze finanziarie asiatiche che hanno esteso le perdite dal minimo del 2021 fissato un giorno prima. Al centro della scena le crescenti preoccupazioni per la diffusione della variante delta oltre che la pubblicazione dei verbali della FED.
Gli investitori stanno osservando l’aumento delle infezioni in tutto il mondo, inclusa la Nuova Zelanda, che è in isolamento dopo aver segnalato il suo primo focolaio in sei mesi.
Le minutes della FED hanno rivelato come la maggior parte dei funzionari della FED siano concordi nell’iniziare a rallentare il ritmo di acquisti di obbligazioni entro la fine dell’anno, tenendo conto anche degli obiettivi di inflazione e occupazione.
Ulteriori indicazioni arriveranno sicuramente nel corso della riunione di Jackson Hole della prossima settimana.
Tornando in Asia, gli operatori stanno anche aspettando di valutare il pensiero dei responsabili politici cinesi, poiché il paese fisserà il suo tasso di prestito di riferimento.
Un sondaggio Reuters ha mostrato che la Cina dovrebbe mantenere il tasso invariato per il 16° mese consecutivo, ma alcuni trader e analisti ritengono che potrebbe essere necessario presto un taglio tra i segnali che la ripresa economica del paese sta perdendo vigore.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1683 mentre il dollaro/yen a 109,70. Tra le materie prime, petrolio in forte calo con il Brent a 66,70 dollari al barile (+0,4%) e il Wti a 63,77 dollari (+0,4%). Oro a 1.789 dollari l’oncia (+0,3%).
Tornando ai listini asiatici, maggiormente penalizzati gli indici cinesi, con Shanghai a -1,5% e Shenzen a -1,6%, e la piazza di Hong Kong a -1,8%.
In Giappone Nikkei e Topix cedono rispettivamente l’1% e lo 0,9%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Russell 2000 (-1,4%), Dow Jones (-0,2%), Nasdaq (+0,1%) e S&P500 (+0,1%).
Fonte MarketInsight





