Le borse europee mantengono un andamento positivo e a Wall Street aprono in rialzo Dow Jones (+0,5%), S&P500 (+0,4%) e Nasdaq (+0,2%), dopo i cali di venerdì. A Piazza Affari il Ftse Mib guadagna lo 0,4% in area 25.470 punti, in linea con il Dax di Francoforte (+0,4%) e il Ftse 100 di Londra (+0,6%), mentre avanzano maggiormente il Cac 40 di Parigi (+1,1%) e l’Ibex 35 di Madrid (+1,1%).
Le indicazioni provenienti dalle trimestrali e dai dati macroeconomici sostengono il sentiment sui mercati, malgrado le persistenti preoccupazioni legate all’elevata inflazione e alla diffusione della variante Delta del virus.
In mattinata è stato diffuso l’indice Pmi manifatturiero di luglio dell’eurozona (62,8 punti), che segnala un forte miglioramento dello stato di salute del settore industriale, seppur ad un ritmo leggermente inferiore rispetto a giugno.
In Cina, invece, l’attività manifatturiera ha registrato la lettura più bassa da aprile 2020, scontando il nuovo aumento dei contagi e le incertezze sul ripristino della supply chain.
Negli Usa, focus sulla lettura finale di luglio dell’indice Pmi manifatturiero (in rialzo a 63,4 punti) e l’Ism manifatturiero, in attesa dell’uscita del report sul mercato del lavoro a stelle e strisce in programma venerdì.
Intanto, proseguono i lavori per finalizzare l’ampio piano di spese per infrastrutture (550 miliardi di dollari) voluto dall’amministrazione Biden, con il passaggio al Senato previsto in settimana.
Sul Forex l’euro/dollaro torna in area 1,189 mentre il cambio fra biglietto verde e yen scende a 109,4.
Tra le materie prime, arretrano le quotazioni del greggio con il Brent (-0,9%) a 74,8 dollari e il Wti (-1%) a 73,2 dollari al barile, complice il rallentamento della crescita cinese che fa temere per la domanda globale.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 104 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,57%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende del Ftse Mib avanzano soprattutto Tenaris (+2,8%), Cnh (+2,7%), Leonardo (+2,4%) e Azimut (+2,4%). In coda invece Ferrari (-1,2%) dopo i conti e Unicredit (-1,2%).
Fonte MarketInsight




