Apertura in calo per le borse europee, in un mercato innervosito dalle ultime dichiarazioni della Fed su un possibile rialzo dei tassi di interesse già nel 2022. A Milano il Ftse Mib cede lo 0,8% in area 25.000 punti, appesantito anche dall’effetto dividendi.
In ribasso anche l’Ibex 35 di Madrid (-1,2%), il Ftse 100 di Londra (-0,8%), il Cac 40 di Parigi (-0,8%) e il Dax di Francoforte (-0,7%).
Sui mercati sembra essersi indebolito l’effetto del cosiddetto reflation trade che aveva premiato i titoli ciclici nella prima parte dell’anno, in scia ai messaggi più hawkish del previsto emersi dalla Federal Reserve.
La curva dei rendimenti dei Treasuries continua ad appiattirsi, con le scadenze a breve che risalgono dopo che il membro della Fed James Bullard ha dichiarato che i rischi di inflazione potrebbero giustificare un rialzo dei tassi già nel 2022, in anticipo di un anno rispetto a quanto emerso dall’ultimo meeting del Fomc.
Nei prossimi giorni il focus degli operatori sarà rivolto sugli interventi di diversi esponenti della banca centrale Usa, tra cui il presidente Jerome Powell, per avere maggiori indicazioni sulle possibili tempistiche di un tapering.
La scorsa settimana, dalla Fed è emersa un’accelerazione delle previsioni sui tempi per una riduzione degli stimoli monetari, tra l’ottimismo per il recupero dell’economia e le preoccupazioni sulle crescenti pressioni inflazionistiche.
Sul fronte macro non sono previsti in giornata appuntamenti significativi, mentre nel pomeriggio il presidente della Bce, Christine Lagarde, interverrà di fronte alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo.
Intanto sul Forex il biglietto verde arretra leggermente nei confronti delle altre valute dopo i guadagni della scorsa ottava, con il cambio dollaro/yen tornato sotto quota 110 e l’euro/dollaro risalito a 1,188.
Tra le materie prime in lieve rialzo le quotazioni del greggio, con il Brent (+0,2%) a 73,7 dollari e il Wti (+0,4%) a 71,5 dollari.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 107 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,86%.
Tornando a Piazza Affari, bene in avvio Prysmian (+1,4%), dopo aver annunciato di essersi aggiudicata una commessa da 900 milioni di dollari per il progetto SOO Green HVDC Link, pietra miliare nello sviluppo di una rete per l’energia pulita in Usa.
Positive anche Telecom Italia (+0,9%), nonostante lo stacco della cedola, Amplifon (+0,7%) e Recordati (+0,8%), mentre le vendite colpiscono soprattutto Cnh (-2,3%), Tenaris (-2%), Leonardo (-1,5%), Buzzi Unicem (-1,5%) e Saipem (-1,5%).
Giornata di stacco della cedola, infine, per Exor, Pirelli, Poste Italiane, Snam, Stm, Telecom Italia e Terna.
Fonte MarketInsight




