Listini asiatici incerti con gli investitori ancora intenti a valutare gli ultimi dati macro nel tentativo di ipotizzare quali saranno le prossime mosse delle banche centrali.
Alla luce del report di maggio sui prezzi al consumo negli Usa diffuso ieri, i mercati ritengono sempre più che le pressioni inflazionistiche siano temporanee e che qualsiasi cambiamento nella politica ultra accomodante avverrà probabilmente in maniera molto graduale.
Nella stessa giornata la Bce ha confermato i tassi sui livelli attuali e la dotazione del Pepp a 1.850 miliardi, con durata fino almeno a marzo 2022. Gli acquisti netti continueranno ad un ritmo “significativamente più elevato” rispetto ai primi mesi dell’anno, mentre gli acquisti in ambito Qe proseguiranno al ritmo di 20 miliardi al mese. Il consiglio direttivo resta pronto a adeguare tutti gli strumenti a sua disposizione.
Sguardo puntato anche sull’incontro tra i leader del G7, pronti ad approvare la consegna di un miliardo di dosi extra di vaccini per immunizzare circa l’80% della popolazione mondiale e sconfiggere la pandemia entro la fine del 2022.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,2187 e il dollaro/yen a 109,43. Tra le materie prime, petrolio stabile con il Brent a 72,52 dollari al barile e il Wti a 70,29 dollari al barile. Oro a 1.904 dollari l’oncia (+0,4%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen cedono rispettivamente lo 0,4% e lo 0,5%. Hong Kong a +0,4%.
In Giappone il Nikkei è invariato mentre il Topix segna un -0,1%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure ieri a Wall Street: Nasdaq (+0,8%), S&P 500 (+0,5%) e Dow Jones (+0,1%).
Fonte MarketInsight





