Le borse europee riducono i guadagni ma restano positive, in linea con l’andamento dei futures di Wall Street, che puntano verso una partenza sopra la parità per Dow Jones, S&P500 e Nasdaq dopo la chiusura debole di ieri.
A Milano, il Ftse Mib guadagna lo 0,6% poco sopra quota 25.000 punti. In lieve rialzo anche il Dax di Francoforte (+0,3%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,3%), il Ftse 100 di Londra (+0,3%) e il Cac 40 di Parigi (+0,2%).
Il sentiment degli operatori resta diviso tra l’ottimismo per la ripresa dell’economia, i timori legati all’inflazione e le preoccupazioni per la nuova ondata di contagi in alcune parti dell’Asia.
Il focus degli investitori è puntato verso le minute della Fed che verranno diffuse domani e potrebbero fornire indicazioni sulle eventuali tempistiche di un tapering da parte della banca centrale statunitense.
Ieri, comunque, il vicepresidente Richard Clarida ha sottolineato che ancora non sono stati fatti significativi progressi verso gli obiettivi di inflazione e occupazione tali da giustificare una riduzione del programma di acquisto di bond mensile.
Per quanto riguarda l’agenda macroeconomica, la seconda stima sul Pil dell’Eurozona del primo trimestre 2021 ha evidenziato un calo dello 0,6% su base trimestrale, confermando la stima preliminare. Su base annua, la seconda lettura delinea una contrazione dell’1,8%, in linea con le attese.
La bilancia commerciale italiana ha mostrato una crescita di importazioni (+6%) ed esportazioni (+3,2%), con un surplus di 5,19 miliardi.
Sul Forex l’euro/dollaro risale a 1,222 mentre il cambio fra biglietto verde e yen scende in area 108,9.
Tra le materie prime guadagnano ancora terreno le quotazioni del greggio, con il Brent (+0,9%) a 70,1 dollari e il Wti (+0,8%) a 66,9 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund staziona a 122 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,1%.
Tornando a Piazza Affari, gli acquisti premiano soprattutto Cnh (+2,7%), Amplifon (+2,3%) e i petroliferi Saipem (+2,6%), Tenaris (+1,6%) ed Eni (+1,4%). Deboli invece Prysmian (-0,9%), Atlantia (-0,8%) e Banca Generali (-0,8%).
Fonte MarketInsight




