Partenza contrasta a Wall Street, mentre prosegue il dibattito sulle prospettive di inflazione e, di conseguenza, sulla possibilità che la Federal Reserve decida di modificare l’attuale politica monetaria ultra espansiva.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq perde lo 0,8%, lo S&P 500 segna un -0,01% e il Dow Jones guadagna lo 0,5% dopo il nuovo record messo a segno venerdì.
In particolare, il comparto hi-tech sconta soprattutto le preoccupazioni legate alla minaccia di pressioni inflazionistiche sui ricavi di lungo periodo tipici del settore.
Se da una parte il rallentamento della crescita dei posti di lavoro ad aprile sembra aver allontano l’avvio del tapering da parte della banca centrale Usa, il rally delle materie prime alimenta il timore che le pressioni sui prezzi possano frenare il rimbalzo dell’economia.
Il tutto in attesa dell’uscita in settimana dei dati sull’inflazione americana, prevista in ulteriore crescita ad aprile e che verrà attentamente monitorata dalla Fed nel tentativo di accertare la velocità della ripresa post pandemia, dopo che il Job Report diffuso venerdì ha ampiamente deluso le attese.
Lo scorso mese, i non farm payroll sono aumentati di 266.000 unità, ben al di sotto dell’incremento di 1 milione atteso dagli analisti, suggerendo come la Fed potrebbe mantenere il proprio orientamento accomodante ancora a lungo.
Sul Forex il cambio euro/dollaro è stabile a 1,216, mentre il dollaro/yen sale a 108,8. Forte apprezzamento della sterlina sui massimi da febbraio a 1,413 sul biglietto verde, nonostante la leader scozzese abbia detto che un nuovo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito sia inevitabile dopo la vittoria nel voto di sabato.
Tra le materie prime in rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+0,8%) a 68,8 dollari e il Wti (+0,7%) a 65,3 dollari, dopo che l’operatore statunitense Colonial Pipeline ha dovuto fermare gli oleodotti che trasportano carburanti a causa di un cyber attacco.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano si mantiene all’1,57% e quello del biennale allo 0,15%, all’inizio di una settimana densa di aste di Treasuries.
Fonte MarketInsight



