Prevalgono gli acquisti sui principali listini asiatici (ad eccezione del Nikkei) nonostante la seduta negativa di Wall Street, dove il rialzo dei rendimenti dei titoli governativi ha riacceso le preoccupazioni di valutazioni azionarie troppo elevate, con in primis il settore tecnologico oggetto di vendite (il Nasdaq in discesa per la terza seduta consecutiva).
L’aumento delle aspettative di inflazione e dei costi di finanziamento a lungo termine alimenta la preoccupazione che il prolungato rally possa essere giunto ormai al suo termine e che le banche centrali possano pensare a un inasprimento della politica monetaria, in primis la Fed, nonostante le nuove rassicurazioni arrivate dal presidente Jerome Powell.
“Ci aspettiamo che con la riapertura dell’economia e, si spera, con la ripresa, assisteremo a un aumento dell’inflazione grazie agli effetti di base. Ciò potrebbe creare una pressione al rialzo sui prezzi”, ha spiegato Powell, che ha però precisato che probabilmente questi aumenti avranno carattere transitorio ma questo non è un motivo sufficiente per pensare di alzare i tassi di interesse.
Negli Stati Uniti l’attenzione è concentrata sul job report odierno relativo a febbraio e sulla discussione in Senato del pacchetto di stimoli da 1.900 miliardi dell’amministrazione Biden, già approvato dalla Camera nello scorso week end.
Sullo sfondo il focus resta sull’evoluzione della pandemia in scia all’allentamento delle restrizioni in alcuni Paesi e alla diffusione delle varianti, e sulla prosecuzione della campagna vaccinale.
Le azioni cinesi viaggiano in moderato rialzo, mentre gli investitori hanno digerito un modesto obiettivo di crescita annuale fissato nella relazione annuale del premier e un più forte impegno a sostenere la tecnologia prodotta in casa.
La Cina ha fissato un obiettivo conservativo di crescita economica per il 2021 a oltre il 6%, ha annunciato il premier Li Keqiang nella sessione annuale del Congresso del Popolo. Nel 2020 la crescita era stata del 2,3 per cento.
L’obiettivo di inflazione è stimato intorno al 3% e il rapporto deficit/Pil al 3,2%. Il governo punta a un tasso di disoccupazione urbano di circa il 5,5% e intende creare più di 11 milioni di nuovi posti di lavoro.
In Cina gli operatori sono preoccupati per le valutazioni elevate raggiunte dal mercato azionario e hanno timore anche per una possibile bolla nel mercato immobiliare.
Li ha spiegato che la Cina stabilizzerà i prezzi dei terreni e delle case e ha messo in guardia contro la speculazione.
Le aziende tecnologiche hanno sovra-performato dopo che dal rapporto è emerso che la Cina avrebbe aumentato la sua spesa annuale per la ricerca e lo sviluppo di oltre il 7% ogni anno nei prossimi cinque anni.
Il Nikkei è sceso per la seconda sessione consecutiva venerdì, trascinato dai ribassi degli indici a maggiore capitalizzazione e nelle azioni tecnologiche.
Il rendimento di riferimento del Giappone è sceso dopo che il governatore della banca centrale ha messo a tacere la speculazione che la banda di oscillazione per i 10 anni potrebbe essere ampliata.
Il premier giapponese Yoshihide Suga ha comunicato che si sta considerando una proroga di due settimane dello stato di emergenza a Tokyo e nei dipartimenti vicini a causa del Covid-19.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1958 e il dollaro/yen si fissa a 108,22. Tra le materie prime, petrolio in rialzo con il Brent a 67,83 dollari al barile (+1,6%) e il Wti a 64,81 dollari al barile (+1,5%). Oro in leggero calo a 1.696,90 dollari l’oncia (-0,2%).
Tornando ai listini asiatici, prevalgono gli acquisti in Cina con Shanghai a +0,3% e Shenzhen a +0,6%. Hong Kong sulla parità.
In Giappone, Nikkei e Topix registrano rispettivamente un -0,2% e un +0,6%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Dow Jones (-1,1%), S&P 500 (-1,3%) e Nasdaq (-2,1%).
Fonte MarketInsight





