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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Fango su Petriolo

L'acqua piovana si apre nuove strade per fluire a valle

MONTICIANO. Sono bastate le prime piogge autunnali per  evidenziare la completa inadeguatezza del cantiere del ponte di Petriolo  ed in particolar modo delle piste di cantiere – che non solo passano  in luoghi particolarmente  sensibili quali il complesso monumentale delle Terme di Petriolo – ma sono state realizzate senza un’adeguata regimentazione delle acque piovane.

Di ciò si era avuta già chiara dimostrazione quando la deforestazione preliminare all’avvio dei lavori determinò  l’interruzione per settimane della superstrada  in località Potatine a causa della frana provocata dal pessimo impatto della deforestazione  sull’idrografia del luogo.

A Petriolo le acque piovane,  in mancanza dell’originaria vegetazione si aprono nuove strade  per poi confluire naturalmente a valle, guarda caso proprio contro le mura e gli edifici storici delle Terme di Petriolo.

Le numerose foto scattate in questi ultimi giorni  documentano lo stato delle cose e la preoccupazione della ditta esecutrice dei lavori di cancellare rapidamente le tracce di fango sulla strada provinciale, quasi a voler nascondere le prove.

Non è però possibile nascondere le lesioni già prodotte sugli immobili, prima tra tutte il crollo della parete a monte proprio delle vasche termali, che si trovano sotto la chiesa, rese famose da Papa Pio II e   l’erosione evidente alla base di alcuni tratti delle mura.

Foto

Italia Nostra sezione di Siena e Gli Amici dei Bagni di Petriolo

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