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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Storie del 2020: il racconto di Gioele

SIENA. Continuiamo con i ragazzi dell V B della scuola Don Milani, che hanno presentato degli elaborati molto espressivi ed articolati (disegni, racconti, poesie, canzoni, diari, quadri), attraverso i quali raccontano i loro sentimenti. Oggi è il turno di Gioele.

LA SCUOLA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Il diario

IL MIO STATO D’ANIMO: 26/03/2020

Caro diario come stai? Io sto bene anche se mi annoio un’po’. E’ passato quasi un mese da quando è finita la scuola e mi mancano tanto i miei compagni e le mie maestre. La mattina mi alzo e dopo colazione, tra una partita alla playstation e il collegamento con le maestre, passa la mattinata, a volte ci colleghiamo anche il pomeriggio; ma preferirei tanto studiare a scuola con i miei compagni. Mi manca giocare con loro e stare fuori al parco con i miei amici. Spero tanto che questa emergenza finisca presto per poter riabbracciare tutti. Caro diario adesso ti saluto, a domani. Gioele.

La poesia

Ho scelto questa poesia perché in questo momento i nonni sono quelli più colpiti dal virus, sperando di poter riabbracciare i miei nonni dedico loro questa poesia.

I nonni sono esseri speciali:

mi fan volare anche senza ali.

Con voce dolce sanno raccontare

E la mia mente inizia a immaginare.

Cacciano via la noia e la tristezza

Se parlan della loro fanciullezza,

do come era diverso questo mondo

ch’era pur sempre grande e sempre tondo.

Mi donano fiducia e sicurezza,

regalano consigli di saggezza.

Sono felice se sto insieme a loro:

quel tempo speso vale più dell’oro.

Lo sanno tutto il bene che gli voglio?

Oggi lo grido a tutti con orgoglio:

scorrono ore, giorni, mesi e anni

e io sto sempre bene con i miei nonni!

(JOLANDA RESTANO)

Il racconto

C’era una volta un paese meraviglioso chiamato ITALIA. Era amato da tutti e da tutto il mondo venivano per visitare i suoi luoghi meravigliosi: le lunghe coste con spiagge bellissime, i monti, le città e i monumenti e le magnifiche isole. La gente veniva anche per gustare il suo cibo, il più buono del mondo, in questo paese la gente da nord a sud era molto accogliente e calorosa e si abbracciavano e baciavano tutte le volte che si incontravano, ma un giorno tutto questo finì. Un brutto virus si era impadronito di tutto il paese e le persone furono costrette in casa, tanta gente morì, non ci si poteva più abbracciare, baciare, le scuole furono chiuse e tutti i bambini dovettero rimanere a casa, non potevano più giocare insieme. Questo durò per molto tempo e le persone e i bambini erano molto tristi. Ma rimanendo tutti uniti riuscirono a tornare nelle piazze per potersi riabbracciare e i bambini tornarono a giocare insieme, IL BRUTTO VIRUS ERA STATO SCONFITTO e vissero tutti felici e contenti.

La canzone

SONO UN RAGAZZO FORTUNATO DI LORENZO JOVANOTTI

“Un giorno sembra l’ultimo

Un altro è da impazzire

Ma se devo dirla tutta qui

Non è il paradiso

Ma all’inferno delle verità io

Mento col sorriso”

Il quadro

 

 

 

 

 

 

Ho scelto questo dipinto perché il buio mi porta tristezza e questo è un momento molto triste per tutti noi. Il buio mi fa sentire solo ma per fortuna io ho la mia famiglia vicina.

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