SIENA. In un recente comunicato stampa denunciai un momento di disagio economico in cui sembrava versare L’Università per Stranieri. L’iniziativa, tesa a rappresentare alla cittadinanza tale possibile situazione motivo di forte preoccupazione anche per il personale, nasceva dalla voce di rinvio di approvazione del bilancio sommata alla riduzione del numero di iscritti nonché da problemi collegati alla nuova ubicazione. Questo senza intenti scandalistici ma solo nell’interesse di una Università che, per quanto di recente fondazione, rappresenta una importante istituzione parte integrante del connettivo culturale ed economico della città. Si levarono tuttavia voci di protesta tese a sconfessare la richiesta di chiarimenti e di avvio, in caso di conferma di una situazione economica difficoltosa, di interventi urgenti e ovviamente trasparenti, atti a non lasciar deteriorare quanto si paventava, per poi trovarsi a dover gestire situazioni difficilmente recuperabili.
Al mio intervento sono però seguiti altri e in questi giorni circolano voci di importanti possibili “tagli” che contraddirebbero quanto affermato sul normale stato economico e che la sola anomalia sia dovuta ad una generalizzata ristrettezza del settore (che però non beneficia dei contribuiti della Fondazione MPS) in particolare per misure governative. Si parla infatti di sostituzione del capo della ragioneria, dell’eliminazione della gestione di Villa Il Pino, riduzione di compensi, riduzioni dei CEL, riduzione delle spese dei Centri, razionalizzazioni dei trasferimenti ai Dipartimenti, aumento di acquisizione di risorse esterne, situazione in disavanzo del 2009, di forti costi del Centro Linguistico senza il quale però resterebbe di fatto solo una fotocopia della facoltà di lettere di Siena ecc. Voci cioè di un quadro di misure solitamente correlate a situazioni di forte disagio economico.