FIRENZE. Bacini di accumulo, si procede ad una modifica della legge che ne disciplina funzioni amministrative in materia di progettazione, costruzione ed esercizio degli sbarramenti di ritenuta (LR n. 64 del 5 novembre 2009, pubblicata in Gazzetta il 3 marzo 2010).
Le variazioni sono state accolte all’unanimità dalla commissione Mobilità e infrastrutture presieduta da Fabrizio Mattei (Pd) e sostanzialmente riconducono le tre scadenze previste (180 giorni per la presentazione della denuncia di esistenza degli invasi da parte dei soggetti gestori; 180 giorni per la presentazione della domanda di regolarizzazione; 360 giorni per la richiesta di sanatoria) in un’unica data (31 marzo 2012).
Le modifiche accolgono la richiesta formulate da Province (alle quali la LR 91/98 ha trasferito le competenze) e soggetti gestori in difficoltà a rispettare i termini imposti. Troppi, infatti, i documenti da presentare e tempi ristretti per controllo e avvio delle istruttorie.
Dai componenti la commissione la disponibilità a modificare le scadenze con la raccomandazione, formulata dallo stesso presidente, che la data del 31 marzo 2012 sia “definitiva e non più procrastinabile”.
Dal vicepresidente Giuliano Fedeli (Idv), una sollecitazione: “Se è palese che i termini imposti non possono essere rispettati, evidentemente la costruzione della norma non è stata vagliata con la dovuta attenzione. Questo indebolisce tanto l’atto in se stesso che l’azione politica”.
Le variazioni sono state accolte all’unanimità dalla commissione Mobilità e infrastrutture presieduta da Fabrizio Mattei (Pd) e sostanzialmente riconducono le tre scadenze previste (180 giorni per la presentazione della denuncia di esistenza degli invasi da parte dei soggetti gestori; 180 giorni per la presentazione della domanda di regolarizzazione; 360 giorni per la richiesta di sanatoria) in un’unica data (31 marzo 2012).
Le modifiche accolgono la richiesta formulate da Province (alle quali la LR 91/98 ha trasferito le competenze) e soggetti gestori in difficoltà a rispettare i termini imposti. Troppi, infatti, i documenti da presentare e tempi ristretti per controllo e avvio delle istruttorie.
Dai componenti la commissione la disponibilità a modificare le scadenze con la raccomandazione, formulata dallo stesso presidente, che la data del 31 marzo 2012 sia “definitiva e non più procrastinabile”.
Dal vicepresidente Giuliano Fedeli (Idv), una sollecitazione: “Se è palese che i termini imposti non possono essere rispettati, evidentemente la costruzione della norma non è stata vagliata con la dovuta attenzione. Questo indebolisce tanto l’atto in se stesso che l’azione politica”.




