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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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La Consulta dice no alle leggi regionali antinucleari

Le norme di Puglia, Basilicata e Campania "violano specifiche competenze statali"

di Lexdc

SIENA. La Corte Costituzionale aveva esaminato nell’udienza pubblica del 19 ottobre il ricorso del Governo contro le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato l’installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi. La regione Toscana era rimasta in preoccupata attesa della sentenza, avendo manifestato da sempre la vocazione antinuclearista.
La decisione della Consulta – secondo quanto appreso dall’Ansa da fonti qualificate – è stata quella di dichiararle illeggittime, come meglio sarà spiegato nei prossimi giorni con il deposito della sentenza. Ma la giusta motivazione sarebbe che le tre leggi regionali, in mancanza di un’intesa tra Stato e Regioni, violano specifiche competenze statali. Le norme in questione sono state bocciate per invasione della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente (art.117, secondo comma, lettera s) e in materia di sicurezza (art.117, secondo comma, lettere d e h). quindi le Regioni dovrebbero rappresentare alla Consulta le proprie ragioni solo in presenza della legge del governo che imponga loro la sede dei siti “nucleabili” invece di anticiparla secondo la propria opinione.
Gius

Sottotraccia – i finanziamenti del governo per la seconda era nucleare italiana vengono spesi in questi mesi

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Il Governo, anche attraverso la Sogin, ha prolungato il segreto sulla localizzazione dei siti sedi potenziali

sentenza, ma è qui che casca l’asino! Il Governo, anche attraverso la Sogin, ha prolungato il segreto sulla localizzazione dei siti

sedi potenziali tra cui, ricordiamo, una centrale nucleare a Scarlino, e depositi di scorie nucleari nella stessa Scarlino o tra i Monti del Chianti. Ora stante le voci di possibile caduta del governo Berlusconi e di nuova chiamata alle urne per il popolo italiano, l’argomento verrà rimesso nel freezer perchè a nessuno piace perdere le elezioni manifestando la propria adesione al nucleare. Ma la cosa non è da sottovalutare perchè – sottotraccia – i finanziamenti del governo per la seconda era nucleare italiana vengono spesi in questi mesi e l’apparato burocratico va avanti, come quello della concessione dei permessi di trivellazione che si propone di trasformare le colline senesi in emmenthal svizzero.
Se a Roma dovessero decidere che il deposito nazionale delle scorie nucleari si debba fare nel Chianti, chi se lo comprerebbe il vino più famoso del mondo? Una, dieci, cento iniziative come quella del forum Montepaschi non servirebbero più a nulla! Alla fine di quest’anno il PIER (Piano di Indirizzo energetico Regionale) perderà la sua validità normativa e si dovrà predisporre un nuovo piano per il quinquennio 2011-2015.
Nel marasma romano di questi giorni una pr

Le ultime scorie di Caorso, centrale nucleare chiusa nel 1987, solo lo scorso mese di giugno hanno lasciato la cittadina emiliana

esa di posizione decisa e decisiva per il nostro futuro andrebbe presa con urgenza e determinazione: sarebbe anche un segnale importante per tutta la nazione, per indirizzare gli sforzi e gli investimenti verso le fonti rinnovabili, i cui costi scenderanno in base a quanto progre sso tecnologico si riuscirà a creare. Non solo per noi, non pensiamo di lasciare ai nostri figli il problema di come sbarazzarsi delle scorie radioattive come i nostri padri hanno lasciato a noi: sappiate che le ultime scorie di Caorso, centrale nucleare chiusa nel 1987, solo lo scorso mese di giugno hanno lasciato la cittadina emiliana. Non definitivamente distrutte  magari! solo trasferite in Francia, dove abbiamo trovato qualcuno che, per soldi, si è messo la bomba in casa, tanto ha da conservare le sue per troppi secoli ancora.

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