MILANO. Fiat sbarca massicciamente in Cina e rifa' il look a Crysler. Sotto la guida del Lingotto, il gruppo Chrysler produrra' la 500 a Toluca, in Messico. Lo scrive il Wall Street Journal, che sostiene anche che questa decisione rappresentera' un primo test per le relazioni fra i nuovo management, guidato dall'amministratore delegato Sergio Marchionne, e i due azionisti chiave della casa automobilistica, il governo americano e l'Uaw (United Auto workers, il sindacato). Le frizioni potrebbero dipendere dal fatto che i lavoratori dello stabilimento sono rappresentati dal sindacato messicano e dalla volonta' da parte dell'Uaw di preservare piu' possibile i propri iscritti. Una possibilita' alternativa sarebbe quella di produrre la 500 a Trenton, nel Michigan, ma la Chrysler sembra ritenere che, producendo l'auto negli Usa, i profitti sarebbero bassi. La scelta di Toluca sarebbe anche dettata, secondo il quotidiano finanziario, dalla volonta' di portare piu' facilmente la 500 anche nell'America latina. Il gruppo torinese ha poi annunciato anche una joint venture da 400 milioni di euro con il Guangzhou Automobile group, una casa automobilistica cinese. Come ricorda il Wall Street Journal, si tratta del terzo tentativo della Fiat di sbarcare nel mercato asiatico, che, anche in tempi di crisi, sta continuando a crescere vertiginosamente, con un incremento attorno al 60 per cento. Il fallimento dei precedenti tentativi, che vedevano coinvolti la Nanjing Automobile Corp. e la Chery Automobile Co., avevano fatto abbandonare alla Fiat l'obiettivo di produrre 300mila auto in Cina entro il 2010. Secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano, con questa joint venture, Fiat si aspetta di costruire una fabbrica in grado di produrre, a partire dal 2011, 200mila motori e 140mila automobili.




