Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Codice del Commercio: via libera alla nuova legge regionale

Il commento di Simone Bezzini, primo firmatario di un ordine del giorno collegato alla legge

Consiglio Regionale della Toscana

FIRENZE.  “Con questa norma si riconosce un nuovo valore al commercio: c’é un segno politico diverso rispetto alla tendenza alla deregolamentazione del settore dominante negli ultimi anni in Italia, si punta su regolazione e concertazione. E lo si fa senza dirigismo, anzi spingendo verso la semplificazione, ma sempre con la consapevolezza che il mercato e i cambiamenti richiedano moderne politiche pubbliche tese a mitigare le distorsioni e gli squilibri che spesso si producono – spiega Simone Bezzini, primo firmatario di un ordine del giorno collegato alla legge –.  È fondamentale considerare la funzione sociale di qualificazione del tessuto urbano che il commercio svolge soprattutto in alcuni contesti. In relazione a questo abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna la Giunta in tempi rapidi a predisporre misure per dare attuazione alle previsioni degli articoli 25, 110 e 111: mi riferisco al contrasto ai fenomeni di desertificazione del commercio al dettaglio in aree rurali e montane, allo sviluppo di ulteriori iniziative per supportare i Centri Commerciali Naturali e soprattutto alle azioni per sostenere i comuni che intenderanno usufruire delle possibilità che la legge prevede per tutelare le aree di particolare interesse per situazioni di pregio da salvaguardare, di criticità della rete commerciale da affrontare e di degrado da contrastare. Nessuno ha la bacchetta magica rispetto a fenomeni di trasformazione globale e non aspettatevi che la nuova norma abbia una funzione salvifica. La direzione presa però, nei limiti del possibile, é quella giusta”.

 

In particolare, il nuovo codice introduce alcune innovazioni come l’obbligo di applicazione dei contratti collettivi di lavoro nazionali; sul commercio in sede fissa, per le medie e grandi strutture di vendita si prevede l’insediabilità solo in aree per commercio al dettaglio, con l’obbligo di contestualità tra autorizzazione amministrativa e titolo abilitativo edilizio; per le grandi strutture, invece, la decisione è demandata alle valutazioni di sostenibilità. Si introduce la disciplina dei temporary store, intesi come esercizi di vicinato per attività di vendita, dalla durata non superiore a 90 giorni, anche effettuate da aziende di produzione di beni interessate alla vendita diretta dal produttore al consumatore e alla promozione del proprio marchio, anche in occasione di eventi particolari e per la medesima durata dell’evento.

[banner_mobile]