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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Esponenti del Pd si esprimono contro la privatizzazione dell’acqua

SIENA. “Il Partito democratico dice no alla privatizzazione dell’acqua, voluta dal governo per fare cassa”. E’ con queste parole che Barbara Ricciarelli e Alberto Taccioli, rispettivamente responsabile provinciale del Pd per i rapporti istituzionali e coordinatore del dipartimento istituzioni intervengono sul decreto Ronchi 135, diventato legge a colpi di maggioranza, grazie all’approvazione del Senato e della Camera e in base al quale le gestioni del servizio idrico affidate a società a capitale interamente pubblico cessano improrogabilmente a fine 2011.
“Il decreto 135 sancisce la definitiva e obbligatoria mercificazione dell'acqua, senza alcuna garanzia per un uso razionale e sostenibile delle risorse idriche e per i diritti dei cittadini utenti. Il testo inserisce tra i servizi pubblici, a rilevanza economica, anche l’acqua che, come recita anche la Dichiarazione Universale dei diritti umani, è un diritto essenziale”.

“La gestione dell’acqua – proseguono Ricciarelli e Taccioli – sarà quindi affidata ai privati ed a società ‘in ogni forma costituite’. Non è tutto, il privato potrà partecipare alle aziende miste in misura non inferiore al 40 per cento e per le ‘multiutility’, ovvero le aziende a maggioranza pubblica che gestiscono i servizi pubblici, ci sarà l’obbligo di ridurre la partecipazione al 30 per cento. In questo modo il pubblico potrà rimanere, ma sarà il privato a decidere e dettare le strategie dell’impresa. Il decreto inoltre non parla degli Ambiti territoriali che si occupano di vigilare sulla gestione dell’acqua. È ovvio che in un sistema così articolato, la logica di mercato avrà la meglio sulla volontà di garantire a tutti il diritto all’acqua, quindi si può prevedere realisticamente che le società decidano di massimizzare i profitti gonfiando le tariffe, fino ad arrivare al disinteresse a coprire con il servizio zone a bassa densità abitativa”.

“Mentre il mondo e le organizzazioni internazionali – concludono Ricciarelli e Taccioli – si preoccupano di rendere l’acqua fruibile all’intera popolazione, il governo italiano si avvia invece alla sua privatizzazione selvaggia. Il Partito democratico, in Parlamento, grazie ad un emendamento è riuscito ad inserire alcune parole significative che dicono che ‘l’acqua è di proprietà dello Stato’, riuscendo quindi a limitarne la mercificazione, voluta dal ministro Ronchi. Nonostante la modifica, il testo rimane pericoloso e rischia di spingere le aziende del settore ad una febbrile caccia all’oro che penalizzerebbe pesantemente i consumatori”.

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