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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Scuola ospedaliera in chiusura alle Scotte: è allarme

Intervengono anche la Lega Nord e Stefano Scaramelli

SIENA. Lo speciale sulla scuola ospedaliera dell’Istituto comprensivo Mattioli sulla chiusura alle Scotte (Leggi qui) ha provocato reazioni.

Immediata la reazione della Lega Nord che scrive: “E’ inaccettabile che la prima cosa a cui si pensa in Regione Toscana per la sanità sia un ridimensionamento di strutture e servizi nelle strutture ospedaliere. Facciamo nostro l’appello dei genitori dei bimbi coinvolti dalla decisione perché la Regione si renda conto che le economie vanno fatte altrove, certo non sui bambini e sulle famiglie. Prepareremo immediatamente un’interrogazione come gruppo consiliare Lega Nord in Toscana per andare fino in fondo a questa che ha tutti i tratti di una brutta e triste storia. Qualcuno dovrà spiegare prima o poi al PD che non tutto è razionalizzabile, non tutto si può chiudere mascherando il ridimensionamento con una malintesa immagine di maggiore efficienza. Forse ne beneficeranno le casse di qualcuno, ma se il servizio è esistito finora – come quello che ha svolto e svolge la sezione infanzia della scuola ospedaliera del Policlinico delle Scotte – evidentemente serviva e serve. Ci auguriamo che la Regione rifletta bene prima di prendere certe decisioni: Siena non è lo zimbello della Toscana, che prima si può usare per farsi belli coi soldi della terza banca italiana e poi, finiti quelli, si può cestinare come un ferrovecchio. Scaramelli dov’è? Che fa? Se ha veramente a cuore il nostro territorio, lo dimostri coi fatti, non con ingannevoli comparsate mediatiche.”

Stefano Scaramelli risponde a stretto giro di posta: “Nessuno può pensare di poter portare indietro le lancette dei diritti dei bambini. A Siena, come in altre realtà, la sezione Infanzia della scuola ospedaliera rappresenta uno strumento positivo e capace di attenuare il disagio dell’ospedalizzazione per i piccoli pazienti. Il supporto educativo e didattico è parte integrante della realizzazione del percorso terapeutico e della cura. Per questo mi sono attivato, per verificare personalmente la situazione e per cercare di creare le condizioni affinché il prima possibile la Regione Toscana possa offrire risposte concrete, e certe, sulla questione. Il settore formazione della Regione, così come il Provveditorato agli studi non possono non tenere in considerazione le specificità e l’importanza di questo servizio per i bambini ricoverati in ospedale”.

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