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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Campanini: "Ridurre il gettone secondo il reddito"

Il consigliere pensa che si possa risparmiare puntando su altro...

SIENA. Prendendo spunto dal dibattito sulla riduzione del numero dei componenti delle commissioni consiliari, proposta dal PD SEL Riformisti Siena Futura, colgo l’occasione per esprimere il mio dissenso. Credo, infatti, che la rappresentanza di tutte le espressioni politiche in organi che approfondiscono le questioni prima di discuterle in Consiglio Comunale, sia fondamentale per il dibattito democratico. Una riduzione dei componenti da 9 a 7 lascerebbe inalterata la situazione per il partito di  maggioranza ma non garantirebbe la possibilità di espressione di tutte le minoranze (e non  solo), limitandone così la  rappresentanza  democratica. Oltretutto  bloccherebbe il lavoro già in  itinere, facendo  perdere  ulteriore  tempo  per  un  loro  nuovo  assetto.  Per quanto riguarda la proposta di “Siena Cambia” di togliere il gettone di presenza a tutti i membri delle commissioni  (circa 35  euro  netti a gettone), la  trovo  discriminatoria  per  i  consiglieri  che  non  hanno  un  lavoro  dipendente.  È  bene  ricordare  infatti,  che  i  consiglieri  comunali  che  hanno  contratti  a progetto, tirocinanti  di  ogni  genere,  studenti, disoccupati  e  liberi  professionisti,  non  riscuotono  nessun  rimborso  per  la loro   assenza   dal   posto  di lavoro. Per loro   i   35   euro   non  sono   briciole,   ma   coprono   solo  parzialmente,  il mancato  guadagno.  Il  ruolo  di  Consigliere  Comunale,  come  qualsiasi  incarico  politico, non  può  essere  riservato  solo  ai  lavoratori  dipendenti  o  ai  pensionati,  e  se  si  volesse  eliminare  anche  questo  modesto  gettone (pensate  alle cifre  molto  diverse che  percepiscono  i  consiglieri  regionali)  si  escluderebbero  tutti  i  non  garantiti,  appunto  i  liberi  professionisti,  i  commercianti,  gli  studenti,  ecc.
La  mia  proposta,  visto  le  ristrettezze  economiche  delle  casse  comunali  e  di  quelle  dei  cittadini,  è che  il  gettone  non  venga  erogato a chi già usufruisce  del rimborso  lavorativo  e/o  ha  un  reddito  elevato.   Sarebbe   una   misura   di   equità,   da   strutturare   magari   per   fasce   di reddito, ma non limiterebbe la  libera partecipazione  di  tutti  alle  istituzioni.
Questo  però  andrebbe  fatto  non  solo  per  i  consiglieri  quando  partecipano  alle  commissioni,  ma  anche  al  Consiglio  Comunale, così come per i numerosi membri  dei  CdA  di  Società  partecipate  dal Comune.
I  veri  risparmi  o  i  mancati  guadagni  però  non  si  risolvono  focalizzandosi  solo  sulle  commissioni (risparmio   stimato   sui   20.000 euro all’anno   ancora   da   verificare), ma   andando   anche   su   altri  settori  a  cominciare  da  Siena  Parcheggi  (solo  56  mila  euro  di  utile  all’anno),  Siena  CEC  2019  (sono un  suo sostenitore,  ma  quanto  è  costata  finora?)  Palio  (810mila  euro  all’anno)  e  la  lista  potrebbe  continuare.
Quello  che  vorrei  sottolineare  è  che  sono  favorevole  a  discutere  sulla  riduzione  dei  costi  della politica   e   della   spesa   pubblica,   ma   non deve   essere   fatto   a   scapito   di   coloro   che   vorrebbero  impegnarsi  ma  non  possono  permetterselo. Il  consigliere  comunale  che  si  dedica  alla  politica  e  per  senso  civico partecipa  a  tutte  le  commissioni,  consigli  e  riunioni  per  il  quale  è  stato  delegato  dai cittadini  con  il  loro  voto,  ha  un  dovere  morale,  ma  è  necessario  che  gli sia  dato anche  il minimo sostegno  economico per  garantirne  la  partecipazione.

Ernesto  Campanini – Consigliere  Sinistra  per  Siena,  RC,  SsM

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