Una legge regionale da correggere (e c’era tempo!)

Entrare nella commissione per il paesaggio è un percorso ad ostacoli. Ma solo per i prof in pensione

Mario Ascheri
di Mario Ascheri
SIENA. Il 7 settembre è scaduto il termine per presentare le domande per partecipare alla selezione che porterà il sindaco a nominare tre membri della Commissione per il Paesaggio con le competenze delicate previste dalla legge regionale in materia.
Al tempo delle passate nomine, nel 2015, presentai domanda di partecipazione con un curriculum dettagliato. Potevo vantare qualche competenza come storico del territorio con lavori specifici sul paesaggio – e non a caso sarò il 5-6 ottobre al convegno organizzato da Università, Comune ed altri sui Monumenti Verdi, a relazionare dopo Asor Rosa, tanto per fare un nome tra i tanti partecipanti.
Come andò la selezione? Semplice: non ebbi neppure il piacere di venir esaminato. Il sindaco ritenne che fossi inammissibile! Tra i nominandi erano previsti (e sono) i professori universitari ma io ero ormai in pensione e quindi inammissibile secondo il sindaco anche se non era escluso esplicitamente. Tra i nominandi erano (e sono) previsti dipendenti pubblici anche collocati a riposo, precisazione che manca per i professori. A contrario si poteva argomentare, volendolo come lo fu (chissà Valentini come ne sarà stato dispiaciuto), che per il professore ci voleva il servizio attivo.
Replicai, ma evitando un noioso ricorso giudiziario. Mi accontentai su questo stesso giornale di chiedere una riforma banale della legge regionale. Che chiarisse, appunto, l’idoneità del professore a riposo. Credo che sia diffi cile non capire che il professore in pensione dovrebbe anzi essere preferito, per non avere più quei carichi didattici a volte molto pesanti durante il suo incarico.
Vediamo se questa volta qualcuno penserà a un ritocco, tanto per evitare possibili applicazioni distorte della legge. 
Io intanto non ripropongo il quesito al nuovo sindaco. Non ho fatto domanda, molto semplicemente. Ma cercando tra le carte ho ritrovato un vecchio articolo pubblicato da una rivista nazionale in argomento proprio su Siena. Lo ripropongo, tanto non c’è il pericolo del conflitto di interessi!