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Landini (Cgil) su Mps: “Nè spezzatini nè altro”

di Augusto Mattioli

SIENA. E’ un segretario generale della Cgil scatenato quello che ha tenuto banco a Siena: Maurizio Landini parla per un’ora e mezza e scatena l’entusiasmo sulle note di Bella ciao. I temi trattati? Tutti (o quasi!).

Sul Monte dei Paschi:  “Banca Mps è controllata al settanta per cento dallo Stato: credo che qualsiasi discussione  riguardi come ci si rapporta con il suo ruolo. Non siamo d’accordo né su spezzatini né altre cose particolari. Credo – ha proseguito – che sia impegno di chi controlla la maggioranza di lavorare perche ci sia la possibilità di un rilancio vero non solo di Montepaschi ma più in generale in realtà della qualità e dello sviluppo del sistema bancario  e del credito nel nostro paese”. Per Maurizio Landini  “è necessario aprire una discussione in tutta Italia   e lo abbiamo chiesto al governo per definire un piano straordinario di investimenti pubblici e quindi anche ddi quali strumenti di sostegno servono anche nel rapporto con il credito perché, se non c’è un rilancio di tali investimenti  pubblici e privati – non si crea lavoro e né si è in grado di cambiare il modello di sviluppo esigenza oggi sotto gli occhi di tutti”.

Sul lavoro e la precarietà: “Precarietà del lavoro non più accettabile, sistema degli appalti, subappalti e dei sottoappalti trasversale che ormai riguarda tutti i settori che sta peggiorando la condizione di vita e di lavoro e anche della sicurezza”. Per il segretario generale della Cgil “c’è la necessità, come emerge anche da questo incontro di  Siena, di  un cambiamento delle politiche economiche  e sociali sia per creare lavoro stabile sia per aumentare salari e le pensioni dei cittadini e dei lavoratori italiani. Oggi – ha proseguito il sindacalista – non è più sufficiente difendere il lavoro che c’è, ma è necessario un rapporto nuovo tra la conoscenza, il lavoro e la giustizia sociale. Rimettere al centro il lavoro: occorre cambiare il modello di sviluppo delle cose, chiedersi come e quando si produce, chi lo decide e con quale sostenibilità Per cui occorre anche capire quale deve essere il ruolo dello Stato. Non è una frase fatta dire di cambiare i sistemi produttivi”. Landini ha sottolineato anche che occorre “pari dignità tra lavoro e impresa. Mi chiedo: chi produce ricchezza? Sono del parere che sia chi lavora. Per cui una parte della ricchezza prodotta deve essere redistribuita”.

Situazione Whirlpool: “Sulla questione Whirpool condividiamo ciò che ha detto il ministro e cioè che il gruppo deve ritirare la procedura di cessione che è aperta e deve sedersi di nuovo al tavolo accordi a patire dagli accordi che erano stati firmati a ottobre che prevedevano investimenti nel nostro paese”.  “Credo – ha aggiunto Landini – che sia importante che la multinazionale abbia questo elemento di saggezza, perche quello che stiamo proponendo è il modo di permettere alla Whirpool di chiarire le sue intenzioni non solo su Napoli ma su tutto il mercato europeo. E dall’altra parte credo che sia giusto che il governo svolga la funzione di difesa e rafforzamento della nostra industria. E quindi è pieno il sostegno della Cgil, ma anche della Cisl e Uil, alla battaglia e alla lotta che i lavoratori del gruppo hanno aperto anche a Siena, dove  è presente uno stabilimento della multinazionale in cui non mancano preoccupazioni per la situazione attuale. Noi saremo presenti – ha sottolineato Landini-  anche alla manifestazione nazionale del prossimo 4 ottobre per dare il segno della nostra adesione a questa battaglia. Ci auguriamo che la multinazionale si renda conto della situazione e che cambi la sua posizione”.