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La Mens Sana a un passo dalla vittoria più incredibile

La squadra di Crespi sbanca il Forum e prova a vincere un altro scudetto

di Umberto De Santis

SIENA. Sotto gli occhi attenti di Giorgio Armani, l’Olimpia soffre per gran parte della gara, giunge a un faticoso sorpasso ma non appena si rilassa un secondo si ritrova sotto. Così adesso, incredibile dictu, Siena è ad un passo dall’ennesimo scudetto, l’ottavo consecutivo. Milano, ad un soffio dall’ennesimo dramma, ma il più grande: perchè in due giorni riprendersi da questa batosta sarà quasi impossibile, soprattutto perché si era partiti dal Forum di Assago sul 2-0. La fiducia acquistata nelle due gare al PalaEstra continua ad alimentare le forze e la mente dei giocatori senesi, dal primo all’ultimo. Parte bene la Mens Sana, dunque, portandosi rapidamente sul 3-12 con le triple di Ress e Carter e la potenza sotto canestro di Hunter. Al 7′ Gentile rivede la distanza di un possesso dalla lunetta 11-13, ma la replica di Carter è la solita bomba: stasera al Forum entrano le triple, ecco la notizia. La Montepaschi vede caricarsi di falli Haynes e Green, tanto che al 5′ Cournooh è già in campo, ma Crespi e i suoi ragazzi sono bravi a non innervosirsi e a macinare gioco. Samuels si fa largo in area però è la tripla di Nelson a chiudere il quarto 15-20.

Banchi vuole più intensità e inserisce Cerella. Langford pareggia 20-20, la Mens Sana riprova ad allungare con Hunter 21-26 ma sempre senza che le penetrazioni milanesi abbiano grande successo, mentre dall’arco per l’Olimpia sarà una tragedia con il 3/16 registrato a fine partita. Il solito, generoso Jerrells si mette in proprio e all’intervallo riporta l’emporio Armani a -1 33-34. Si rientra dall’intervallo lungo contratti e concentrati: ci vogliono due minuti e mezzo per veder fare canestro, con la Montepaschi a far la lepre e l’EA7 a inseguire: Hackett tiene il timone della nave meneghina, ma sono le triple di Viggiano e Janning a tenere distanza 40-43 al 25′. Poi un perentorio 7-0 con bomba di Langford sembra girare la gara verso i padroni di casa 47-43. Siena non si scompone e ricomincia a macinare il suo gioco, che Viggiano capitalizza dall’arco 47-50. Langford, ancora lui, per il -1 ma nei secondi finali l’alley-oop di Janning per Hunter amntiene la Montepaschi ancora avanti di tre: 49-52.

A cavallo dei due tempi il break senese è 0-9 (49.59), Milano sbanda ma la Mens Sana non è squadra con il colpo del ko e sbaglia due triple di fila che potrebbero chiudere l’incontro già al 33′. Nel deserto realizzativo milanese, che soffre oltremodo la zona 3-2 come i raddoppi sistematici sul post. Intorno al 34′ Gentile e Lawal sembrano riaprire le danze per un rinnovato interesse del pubblico 54-59, e Jerrells al 36′ vale il -4 59-63. La Montepaschi sente il fiato sul collo e, senza mai disunirsi, trova due volte con Spencer Nelson il +6 62-69 all’ultimo giro di lancette. Sembra fatta per i biancoverdi mentre il pubblico comincia a sfilar via, ma l’indomito Jerrells trova una tripla irreale 65-69 per giocarsi almeno la roulette dei tiri liberi. Peccato che Milano non sia ancora in bonus e che Nelson faccia 3/4 dalla lunetta mentre in pochi secondi due tentativi di tripla dell’Olimpia non vanno a segno, vanifiicando l’ottima prestazione a rimbalzo (39 a 30). 65-72 e, a due secondi dalla fine la tripla di Gentile del 68-72 finale rende ancora più amaro l’epilogo della tenzone per le scarpette rosse.

La squadra partita per vincere e convincere ora non ha più alcuna certezza. Tra due giorni arriva gara 6 al PalaEstra: con che morale in 48 ore per gli uomini di Banchi? Avevano il fattore campo a favore, ora sono costretti a venire a vincere nell’inferno di Siena. Ci sono tante cose da aggiustare: tiro, aiuti, movimenti, altruismo: solo 6 assist per i biancorossi. La fluidità delle prime due esibizioni sembra persa totalmente, l’energia è una schiacciata sul ferro come successo a Lawal. Poco per raddrizzare la baracca, ma il coach che lo scorso anno sedeva sulla panchina biancoverde deve inventare qualcosa che forse è rimasta sul fondo del barile.