Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Il mondo surreale della Mens Sana

di Umberto De Santis
SIENA. Situazione surreale alla Mens Sana Basket Siena, travolta da un fallimento annunciato quasi due anni fa per l’inconsistente capacità gestionale del Consorzio Basket e Sport a Siena in tutte le sue espressioni dirigenziali – tanto da far perdere le loro tracce, al punto che sull’ormai abbandonato sito internet non c’è traccia dei nomi di presidente o qualsiasi altra carica ma solo un elenco di “consorziati” loro malgrado, visto che al momento attuale sarebbero solo sei – e proseguito con la proprietà Macchi che adesso parrebbe essere solo un paravento di prestanomi di attori sconosciuti attraverso una società di scopo che non possiede nulla e quindi facilmente sacrificabile.

C’è un ricorso pendente alla Corte Sportiva di Appello contro una sentenza dove l’espressione più grave nei confronti della società è “per intenti fraudolenti” (qui).Vincerlo significa mettere mani al portafoglio per una cifra che non è mai stata comunicata ufficialmente ma che nel frattempo dalla estate 2017 è stata gonfiata dai bagordi bagattiani di prestigio (chiese 200.000 euro in più di budget per due americani di cui uno alla frutta e l’altro non adatto alla categoria) e dal prestigiatore Filippo Macchi capace di fare apparire/scomparire un buon numero di pagamenti promessi via bonifico bancario al punto da riscuotere un categorico rifiuto dei senior a tornare in campo per la partita con Biella visto che la misura era ormai colma. Ma ben presente per farsi pizzicare dal delegato della FIP nel ruolo di direttore generale in piene funzioni benché ufficialmente la settimana prima si fosse dimesso. C’è scritto nel documento del Giudice Sportivo, basta leggerlo bene, e lo hanno scritto pure i suoi soci nel club.

Quanti sono i debiti? Azzardiamo una stima a occhio: ci riuscì con la Mens Sana spa, proviamo anche a indovinare le briciole dei superstiti. Mancherà probabilmente almeno un milione di euro, partendo dai 250.000 che dovrebbero occorrere per finire la stagione se riammessi, ai 500.000 euro di capitale sociale che non sono mai stati raccolti né versati da parte dei due soci con più quote – le cui percentuali sono così ballerine che preferiamo astenerci dall’indicare visto che dal profluvio di dichiarazioni dei protagonisti nemmeno le comunicazioni alla Camera di commercio risulterebbero concordanti. Più lodi, varie ed eventuali – c’è un bilancio con 800.000 euro di crediti non si sa quanto riscuotibili. Un giorno una vocina chiacchierona ci disse 150-200.000 euro almeno essere NPL. Vincere il ricorso significa dovere onorare i debiti subito…

Perdere il ricorso. La convenienza per tutti è che ne segua un fallimento. Per i soci che non dovranno più onorare i debiti salvo eventuali impegni scritti che un curatore fallimentare potrebbe utilizzare. Per i tifosi, che eviterebbero di vedere la storica società ripartire dalla Promozione sotto gli stendardi dei titoli passati. Per qualcuno che volesse ricominciare con la storia biancoverde, invece, l’opportunità di fasi dire il costo per trasferire un titolo di serie B a Siena dopo aver saputo dalla FIP l’ammontare dei crediti in essere dei tesserati senza il cui pagamento è vietato (Barcellona Pozzo di Gotto insegna) poter trasferire un titolo in questa piazza. Non per la Polisportiva Mens Sana, che non avrà più a chi tagliare la luce ma nemmeno chi paga per l’utilizzo di un palazzo dalla gestione onerosa.