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Il fumoso fondo inglese dà l’ultimatum sull’investimento in viale Sclavo

Praticamente impossibile conoscere chi sono i soci, qual è il progetto eccetera eccetera

di Umberto De Santis
 

SIENA. Conferenza stampa alla Favorita in Piazza Matteotti a Siena per l’architetto Bulla, amministratore delegato di Sport Siena Management LTD. Prolisso quanto approssimativo per ripetere quanto dichiarato nella precedente conferenza stampa del mese scorso, anzi quasi per dare un ultimatum tra le righe all’Amministrazione comunale e alla Polisportiva, confessando di essere pronti a spostare altrove (almeno tre città) il faraonico investimento di 70 milioni di euro per trasformare in cittadella ecologico-sportiva tutta la valle che va da Viale Sclavo alla linea ferroviaria Siena-Firenze.

L’architetto Bulla non si è risparmiato nella solita citazione dei luoghi comuni su Siena, sul Palio, sui valori sociali che, come ormai i venticinque lettori manzoniani del cittadinoonline.it sanno bene, abbiamo sempre considerato armi di distrazione di massa dai veri obiettivi di una iniziativa. Infatti con diverse motivazioni, tra cui la privacy dei soci del fondo che francamente è un elenco che non ci interessa al momento, l’AD non ha aggiunto alcuna spiegazione sulla natura dell’investimento, se non che il ritorno dello stesso sarà in trenta anni. Ovviamente tutto da credere sulla parola perché di tabelle con rendicontazione finanziaria non se ne vede l’ombra, né si riescono a intravedere forme di garanzia sulla riuscita delle opere a cominciare dalle palestre che la SSM sarebbe disposta a realizzare per conto della Polisportiva per 4.000 metri quadrati. Spazi e volumi che non si riescono a conteggiare nemmeno sulla planimetria che avevano presentato al Garden e che ci avevano lasciato fotografare. 

 
L’architetto Bulla lamenta che non c’è risposta dal sindaco di Siena alle loro richieste da almeno un mese. Invece sulla vicenda della squadra di pallacanestro – che è tecnicamente già fallita e che non sappiamo se l’operazione varata dall’AD Dattile sulle giovanili riuscirà a evitare che il fallimento possa aggredire – si è mostrato un poco più informato della volta scorsa. L’argomento rimane più sensibile al cuore dei tifosi, che tuttavia non sembrano scaldarsi molto alla vicenda, almeno non quanto la dirigenza dell’Associazione Io Tifo Mens Sana. Ci viene spiegato che fino a qualche tempo fa avrebbero avuto un’opzione poi scaduta su un titolo di A2 (non sapremmo quale, visto che Jesi poi è retrocessa). E adesso avrebbero nelle mani la possibilità di trasferire a Siena un titolo di serie B. E nonostante i nostri dubbi manifestati, ci viene esternata la certezza che la FIP approverebbe il tutto a costo zero, pur in presenza di una legge federale che imporrebbe il pagamento dei debiti con federazione e tesserati in carico alla Mens Sana 1871 Srl alla nuova società, che pure si vorrebbe semplicemente chiamare Mens Sana 2019.
Peccato che una Mens Sana esiste già, ed è la Polisportiva, che ha un copyright di fatto sulla sua stessa ragione sociale e, almeno a Siena, non possa essere usata da altri a meno che non sia stata concessa. E di certo finora alla SSM LTD non ha concesso nulla.