Yohanes Chiappinelli: "E’ il tempo l’avversario da battere"

La storia del mezzofondista etiope al centro delle nostre interviste sui giovani talenti

a cura di Massimo Calamuneri
SIENA. Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei giovani atleti senesi che si sono distinti nella disciplina di appartenenza; quest’oggi vi raccontiamo la storia dell’etiope classe ‘97 Yohanes Chiappinelli.Nato ad Addis Abeba, Yohanes si è avvicinato all’atletica leggera quando ancora non la conosceva e dopo aver provato ben due sport diversi (nuoto e basket). Scorrendo il suo ricco palmeres viene naturale pensare che abbia fatto la scelta giusta: Record italiano 2000 metri cadetti, Campione regionale di corsa campestre e secondo classificato in Italia, Decimo classificato nei 3000 metri ai campionati mondiali allievi, Campione italiano allievi nei 3000 metri. Adesso frequenta il liceo musicale di Siena, e dopo una normale difficoltà di adattamento alla vita che deve condurre un’atleta – “Da piccolo preferivo magari giocare a calcio o uscire coi miei amici piuttosto che allenarmi” – si allena con costanza ed impegno. Ecco il dettaglio di quanto ci ha raccontato.
Com’e nata la passione per questo sport?
Dopo aver praticato nuoto per due anni, iniziai a giocare a basket ma dopo poco tempo mi ruppi un braccio, allora spinto da alcune persone decisi di provare l’atletica, uno sport a me quasi sconosciuto.
Come ti sei avvicinato a questa disciplina e quando hai pensato di poterla praticare a livello agonistico?
Ho iniziato atletica provando un pò tutte le specialità poi successivamente mi sono specializzato nel mezzofondo. Ho pensato di praticare l’atletica a livello agonistico quando ho notato che riuscivo a vincere diverse gare.
Qual è il rapporto che hai con il tuo allenatore?

Con il mio allenatore, che si chiama Maurizio Cito, essendo giovane, c’è un rapporto quasi di amicizia.
Che tipo di risultati hai ottenuto sin qui? 

Diciamo che finora i risultati che ho ottenuto sono stati piuttosto buoni, a livello nazionale nella mia categoria mi faccio distinguere. L’anno scorso da cadetto sono riuscito a realizzare il record italiano di categoria nei 2000 metri, mentre quest’anno sono riuscito a vestire la maglia dell’Italia in occasione dei campionati mondiali di corsa campestre, tenutisi in Polonia nel mese di marzo dove mi sono classificato 44esimo gareggiando però con la categoria più grande. Successivamente, a luglio, ho partecipato ai campionati mondiali su pista allievi in Ucraina dove ho corso i 3000 metri riuscendo a classificarmi decimo.
Che tipo di preparazione fisica conduci per poterti mantenere ai tuoi livelli?
Solitamente mi alleno 5 volte a settimana; 2 volte faccio dei fondi di 40-50 minuti e le altre 3 vado al camposcuola dove eseguo esercizi vari e tutta una serie di altri lavori specifici per prepararmi alle gare.
Ti è mai pesato rinunciare al tempo libero o agli amici per allenarti?

Diciamo che quando ero un pO’ più piccolo si, magari preferivo andare a giocare a calcio o uscire con i miei amici piuttosto che andare all’allenamento, mentre adesso mi alleno più volentieri.
Sacrificheresti la possibilità di avviare una certa carriera professionale pur di continuare a praticare questa disciplina?

Beh, dipende dal tipo di carriera, si dai comunque penso che lo farei perché amo troppo l’atletica. La cosa migliore sarebbe poter fare tutte e due le cose anche se è un po’ dura.
Cosa ti attrae di questo sport in maniera particolare?

Di questo sport mi attrae il fatto che ti devi sempre confrontare non solo con gli avversari ma anche col tempo, che spesso è il tuo primo avversario da battere. Mi attrae anche la voglia di fare sempre meglio per raggiungere gli obbiettivi che mi sono prefissato.
Se dovessi convincere un bambino o un giovane ad approcciarsi a questa disciplina che cosa gli diresti?

Prima di tutto, direi a tutti coloro che non fanno nessuno sport di alzarsi dal divano e iniziare a fare qualcosa, perché intraprendere un attività sportiva aiuta non molto, moltissimo. I primi che dovrebbero trasmettere questo tipo di insegnamento sono i genitori. Poi da appassionato di calcio, dico che sarebbe bello anche smettere di pensare che l’unico sport esistente sia il calcio perchè non è così, ci sono tanti altri sport come l’atletica che sono belli e appassionanti allo stesso modo se non di più. Ed è per questo che invito ragazzi e bambini almeno a provare questo sport, che gli permetterà di conoscere tanta gente e di farsi tanti amici. Uno sport che vi metterà in risalto nella vostra individualità.