Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 2

Ecomaratona Chianti Classico: le medaglie fatte a mano dalle donne del Sahara

Un oggetto che nasce da un programma di solidarietà grazie al lavoro congiunto con l’Associazione El Ouali per un progetto di lavorazione della ceramica nel Sahara Occidentale

CASTELNUOVO BERARDENGA. Meno di due settimane all’Ecomaratona Chianti Classico in programma il prossimo 18, 19 e 20 Ottobre, una delle più suggestive manifestazioni podistiche ‘off road’ nel panorama italiano.

Svelata la medaglia della 13^ Ecomaratona Chianti Classico, un oggetto che nasce da un programma di solidarietà grazie al lavoro congiunto con l’Associazione El Ouali attiva dal 2010 per un progetto di lavorazione della ceramica nel Sahara Occidentale.

Il progetto prevede di insegnare ad una decina di donne Saharawi, provenienti dall’accampamento di Dakhla (Sahara Occidentale del Marocco) a produrre delle ceramiche. Ciò ha il duplice scopo di permettere a queste donne non solo di avere una minima fonte di guadagno ma, soprattutto, di farlo attraverso l’espressione della propria manualità e creatività. In ultimo, ma non per ordine di importanza, le donne che prendono parte a questo progetto, dovendo trascorrere del tempo insieme, hanno uno spazio in cui socializzare ed uscire dalla monotonia del vivere tutta la giornata in tenda.

Nel 2013 il progetto di lavorazione della ceramica si è ampliato grazie alla nascita della collaborazione con il laboratorio di El Aaiun, a sua volta nato nel 2005 da un progetto di associazioni spagnole (FASPS) e finanziato dalla città di Puzol (Valencia).

Nel 2011 il laboratorio è diventato anche una scuola di ceramica dove ogni anno le ceramiste formano dieci nuove ragazze che, a loro volta, in futuro lavoreranno nel laboratorio stesso.

Attualmente il progetto si ripartisce in due rami, una scuola di formazione e la cooperativa. In dettaglio, la scuola consiste in un anno di formazione di base dove si sviluppano le diverse tecniche ceramiche e decorative. Una volta finita la formazione, le ragazze vengono avviate ad un lavoro continuativo nella produzione delle ceramiche, ciò che consente loro una fonte di reddito per loro stesse e le loro famiglie.

 

Gli oggetti che vengono realizzati nel laboratorio sono principalmente ciondoli e piccoli oggetti decorativi che vengono impiegati in Italia per realizzare sorprese delle uova pasquali (progetto accoglienza bambini) e medaglie per eventi e manifestazioni sportive (Sahara Marathon, Ecomaratona del Chianti Classico, Maratonina dei Dogi, Eventi Uisp).

Il progetto di realizzare oggetti in ceramica nei campi profughi è molto ambizioso a causa delle molteplici difficoltà, quali la mancanza di elettricità per avviare i forni per la cottura, la mancanza di acqua (esclusa quella indispensabile) e la conservazione delle materie prime (argille), difficoltosa a causa delle temperature estreme.

Alcune problematiche sono state aggirate sviluppando una metodologia di lavoro che tiene conto di tutto questo e cerca di semplificare il più possibile il processo produttivo.

I materiali (argille bianche e rosse, colori ceramici e ossidi, cristalline colorate, gesso, attrezzi per rifinitura e tutti i materiali di infornamento) vengono mandati tutti dall’Italia, dove si realizzano le madreforme in gesso che serviranno alle ragazze per preparare tutti gli stampi necessari per produrre tutti gli oggetti richiesti.

L’associazione è presente sul posto solo due volte all’anno, con l’obiettivo di migliorare la formazione e l’organizzazione delle varie fasi di lavorazione (stampatura, rifinitura, decorazione con ingobbi colorati e cottura). Ciò permetterà a queste ragazze di essere sempre più autonome e far in modo che loro stesse riescano a risolvere eventuali problematiche che nella realizzazione di un prodotto ceramico si incontrano molto spesso e nello stesso tempo trasmettere questo sapere alle nuove allieve che entreranno nelle scuola.

L’evento sportivo è integrato, quindi, non solo in un contesto di valorizzazione delle bellezze e delle tradizioni enogastronomiche del territorio, ma anche in un progetto di solidarietà che garantisce la sussistenza di circa 20 famiglie.